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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine

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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 33

i conflitti tra Stati, non era previsto. Non è pertanto sufficiente promuovere unicamente il rispetto del diritto internazionale umanitario vigente; esso deve essere ulteriormente sviluppato e adeguato alle nuove realtà. La politica estera svizzera non si impegna soltanto per il rispetto rigoroso del diritto internazionale umanitario, ma appoggia anche gli sforzi volti a svilupparlo ulteriormente per esempio considerando la crescente importanza di attori armati organizzati a livello internazionale o il ruolo delle società di sicurezza private nei conflitti armati. Al riguardo, quali strumenti sono a disposizione della politica estera interventi diplomatici, appelli pubblici, iniziative multilaterali o il sostegno a organizzazioni impegnate nella protezione della popolazione civile, in primo luogo il Comitato internazionale della Croce Rossa.

514 Disarmo e controllo degli armamenti

La diffusione incontrollata di armi leggere e di armi di piccolo calibro rappresenta un terreno fertile per i conflitti infrastatali e per la violenza diretta soprattutto contro la popolazione civile. Gruppi terroristici e criminali sono coinvolti, come presumibilmente anche singoli Stati, nel traffico illegale di armi e cercano anche di accedere alle armi di distruzione di massa. Alla luce di queste considerazioni il disarmo e il rafforzamento del controllo internazionale del commercio di armi assumono grande importanza per la salvaguardia della pace e della sicurezza.

La politica svizzera di controllo degli armamenti e di disarmo persegue l'obiettivo di limitare per quanto possibile gli armamenti nel mondo. La Svizzera si impegna per impedire segnatamente la proliferazione di armi di distruzione di massa nucleari, biologiche e chimiche e a favore della loro completa eliminazione. Nell'ottica della massima trasparenza, il nostro Paese aspira a regimi di controllo degli armamenti e di disarmo validi per tutti gli Stati e che possano anche essere controllati. Per la Svizzera gli accordi vincolanti in virtù del diritto internazionale e gli accordi universali hanno la precedenza sugli accordi vincolanti unicamente a livello politico e sulle misure unilaterali. La Svizzera ha aderito a tutti i trattati che le erano accessibili, eccettuato l’Accordo Open Skies del 2002. Partecipa ai lavori di organi multilaterali nel campo del controllo degli armamenti e del disarmo, come ad esempio il Primo Comitato dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, la Conferenza sul disarmo di Ginevra, il trattato di non proliferazione nucleare, i lavori per la messa al bando degli esperimenti nucleari, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, nonché nell'ambito di iniziative ad hoc (per es. nell'ambito del Processo di Ottawa, che ha portato alla proibizione delle mine antiuomo e alla loro distruzione). Oltre al lavoro in organismi politici, la Svizzera sostiene direttamente la concretizzazione e l'ulteriore sviluppo di misure di verifica mediante prestazioni tecnico-scientifiche del Laboratorio Spiez.

La Svizzera appoggia, nell'ambito dell'ONU e dell'OSCE, anche gli sforzi che mirano a ottenere maggiore chiarezza sulle intenzioni e sulle attività militari e in materia di politica di sicurezza degli Stati e quindi a diminuire i rischi di attività militari improvvise. La partecipazione a regimi di controllo delle esportazioni (Gruppo dei Paesi fornitori di materiale nucleare, Regime di controllo delle tecnologie missilistiche, Gruppo d'Australia, Accordo di Wassenaar) serve a favorire la trasparenza, a impedire la proliferazione delle armi e a controllare i beni e le tecnologie suscettibili di essere utilizzati per fini civili e militari.

Nei prossimi anni, la Svizzera intensificherà ulteriormente il proprio impegno nel campo del disarmo nucleare. Entrano in considerazione in particolare l’offerta di buoni uffi-