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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 65
sviluppo. Al riguardo, la politica svizzera è guidata oltre che da considerazioni relative agli interessi, anche da valori comuni e dalla solidarietà. Fin dalla sua costituzione, l'UE punta sull'interdipendenza economica quale strumento per ridurre il divario relativo al benessere e per una stabilizzazione politica. La Svizzera promuove lo sforzo fondamentale volto a garantire in maniera duratura la sicurezza e la pace in Europa, tra l'altro mediante la cooperazione tecnica e finanziaria con gli Stati dell'Europa orientale.
In un'economia globalizzata, con pochi blocchi economici potenti, un isolamento della Svizzera la renderebbe vulnerabile di fronte ai tentativi di pressioni economiche di tutti i tipi. Ciò vale anche nell'ambito della politica monetaria e finanziaria. Il rispetto degli standard internazionali – elaborati con la partecipazione della Svizzera – in materia di riciclaggio di denaro, fondi illeciti di capi di Stato e di alti funzionari, finanziamento del terrorismo e assistenza amministrativa nelle questioni fiscali ha lo scopo di delegittimare pretese ingiustificate.
Per la maggior parte degli strumenti della politica economica (esterna) la riduzione dei rischi in materia di politica di sicurezza procede parallelamente all'incremento del benessere, dal momento che lo scambio economico produce, oltre al reddito, anche un contributo alla sicurezza. L'approvvigionamento economico del Paese, i controlli delle esportazioni e le sanzioni comportano per contro, in quanto strumenti della politica economica specifici alla politica di sicurezza, anche costi e limitazioni imprenditoriali. Generando una riduzione dei rischi, questi fattori contribuiscono tuttavia a promuovere la prosperità.
553 Approvvigionamento economico del Paese
Nel corso dell'ultimo decennio, la globalizzazione dell'economia mondiale ha subito un'accelerazione, determinando un'internazionalizzazione dei mercati che interessa tutti i continenti. In questo modo si è verificato un chiaro rafforzamento della concorrenza a livello mondiale che impone ai soggetti economici di innovare, risparmiare sui costi e specializzarsi. La crescente divisione del lavoro su scala internazionale che ne risulta fa sì che un determinato articolo venga prodotto o una determinata fase di produzione abbia luogo laddove le condizioni specifiche di fabbricazione sono maggiormente convenienti, tenuto conto dei costi di trasporto. In particolare i prodotti di alta gamma spesso non vengono più fabbricati per intero in un unico luogo. Sono assemblati a partire da componenti che provengono dalle più disparate località del mondo. Le nuove tecnologie nel campo dell'informazione, della comunicazione e dei trasporti, che costituiscono i veri e propri motori della globalizzazione, consentono inoltre scorte fortemente ridotte di materie prime, fonti energetiche, prodotti semilavorati e pezzi di ricambio. Poiché le scorte vincolano i capitali, secondo il principio Just-in-time le merci e le materie prime vengono fornite per quanto possibile soltanto al momento in cui diventano necessarie. Queste strutture economiche globalizzate, all'interno delle quali è integrata l'economia svizzera, hanno certo contribuito ad aumentare il benessere, ma nel contempo sono anche diventate molto più vulnerabili data la mancanza di scorte sul posto. Se non è possibile far fronte rapidamente alle perturbazioni determinate da eventi di natura politica e militare, da catastrofi naturali e tecnologiche, dal terrorismo e da altri fattori d'influenza, i mercati reagiscono regolarmente dapprima con aumenti massicci dei prezzi a cui fanno immediatamente seguito difficoltà d'approvvigionamento di durata variabile nei settori interessati.