Progetto

Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine

Fedlex · Progetto · Pagina 66Fedlex · Progetto

RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 66

L'approvvigionamento economico del Paese si concentra sulle difficoltà d'approvvigionamento settoriali a breve e medio termine (6-18 mesi). Al riguardo si tratta in primo luogo, fino a quando è possibile, di approvvigionare al 100 % il mercato con beni vitali (energia, derrate alimentari, medicamenti) grazie a interventi regolatori dell'offerta. In tal caso verrebbero rapidamente liberate le scorte obbligatorie e nel contempo vi sarebbe un'incentivazione mirata delle importazioni ed eventualmente un adeguamento della produzione. Di principio, l'approvvigionamento del mercato al 100 % può essere mantenuto per un periodo di sei mesi. Se in questo lasso di tempo i mercati non dovessero normalizzarsi, non è più possibile garantire un approvvigionamento a un livello così elevato. Nel caso in cui, malgrado le misure che incidono sull'offerta, la crisi d'approvvigionamento dovesse perdurare, è possibile ricorrere a provvedimenti regolatori della domanda quali il contingentamento, il razionamento e misure analoghe. L'obiettivo è di garantire, a un livello ridotto, un approvvigionamento il più possibile equilibrato. L'importanza centrale del settore dei servizi in un'economia globalizzata richiede inoltre misure adeguate per garantire i trasporti vitali nonché le infrastrutture in materia d'informazione e di comunicazione. Affinché questi settori possano adempiere il proprio compito d'approvvigionamento anche in caso di perturbazioni e interruzioni, sono necessarie misure regolatrici e di sicurezza, quali la garanzia dei mezzi di trasporto – in particolare navi d'alto mare –, delle infrastrutture logistiche e delle installazioni di comunicazione (comprese le reti di dati). Occorre parimenti mantenere adeguate capacità per la produzione in Svizzera di prodotti agricoli. In tal modo l’approvvigionamento della popolazione svizzera con derrate alimentari sarà garantito anche in caso di gravi perturbazioni dei flussi commerciali internazionali.

La forte interconnessione della propria economia con l'economia mondiale spinge sempre più la Svizzera a cooperare con l'estero anche nelle questioni legate all'approvvigionamento. I provvedimenti di disciplinamento interni devono quindi essere armonizzati con quelli dei Paesi confinanti, al fine di impedire un deflusso verso l'estero di beni divenuti rari. Lo scambio internazionale di informazioni e l'adesione a misure comuni rientrano negli interessi in materia d'approvvigionamento della Svizzera. A livello internazionale il nostro Paese si impegna pertanto a favore di questioni legate all'approvvigionamento di petrolio in seno all'Agenzia internazionale dell'energia e di altre questioni concernenti l'approvvigionamento in caso di crisi, in particolare nell'ambito dei trasporti, dell'alimentazione e dell'industria, nel quadro del Consiglio di Partenariato Euro-Atlantico e del Partenariato per la pace.

554 Controlli delle esportazioni e sanzioni economiche

Per prevenire il pericolo della proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi sistemi di vettori nonché dell'eccessivo armamento convenzionale, fin dagli anni Settanta la Svizzera partecipa all'elaborazione di misure di controllo armonizzate a livello internazionale che si riflettono in quattro regimi di controllo delle esportazioni. Tre di essi si occupano delle armi di distruzione di massa, dei sistemi di vettori e dei beni che potrebbero servire a sviluppare, produrre o impiegare tali armi o i sistemi di vettori. Molti di questi beni sono cosiddetti beni a duplice impiego dal momento che possono essere impiegati sia per scopi civili che militari. I regimi di controllo delle esportazioni sono il Gruppo dei paesi fornitori di materiale nucleare, il Gruppo d'Australia (armi biologiche e chimiche) e il Regime di controllo delle tecnologie missilistiche. Il quarto regime di controllo delle esportazioni, ossia l'Accordo di Wassenaar, si occupa delle armi