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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 64
un sistema economico mondiale aperto. Mediante accordi di diritto internazionale, meccanismi di consultazione e procedure arbitrali, la politica economica esterna contribuisce alla creazione di regole internazionalmente valide nonché alla composizione di vertenze nelle attività economiche internazionali, riducendo in questo modo il pericolo che si inaspriscano fino a sfociare in un confronto politico-militare.
552 Organizzazione e funzionamento
L'interdipendenza economica contiene in sé un elemento di stabilizzazione: sia lo Stato esportatore che il Paese importatore hanno interesse a mantenere relazioni economiche armoniose, dal momento che, nel caso venissero interrotte le forniture, subentrerebbe il pericolo di una perdita di posti di lavoro a seguito della mancanza di esportazioni come pure di un arresto degli impianti di produzione dovuto alla cessazione delle subforniture. L'interdipendenza economica comporta tuttavia anche dei rischi, in particolare se le dipendenze economiche sono unilaterali oppure se sono basate su un divario di potere a livello politico. È quindi importante che le relazioni economiche esterne siano fondate su una normativa il cui rispetto rientra nell'interesse comune delle potenze commerciali determinanti. Nell'ambito delle trattative che si svolgono presso l'Organizzazione mondiale del commercio occorre pertanto sviluppare ulteriormente e consolidare le condizioni quadro per l'economia mondiale. La Svizzera persegue tale obiettivo anche in seno ad altre organizzazioni internazionali, quali ad esempio l'OCSE, il Fondo monetario internazionale, la Banca Mondiale e l'UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development).
La crescita dell'economia mondiale migliora il livello generale di benessere ma intensifica anche la pressione affinché l'equilibrio ecologico sia preservato mediante misure armonizzate su scala mondiale. La Svizzera appoggia tali sforzi, ad esempio per la protezione dell'atmosfera terrestre, la preservazione della biodiversità e il controllo dei trasporti di rifiuti pericolosi.
La rarefazione delle risorse naturali che va profilandosi rafforza il potenziale di conflitto da sempre esistente per il controllo dei giacimenti e delle vie di trasporto. La possibilità di far valere pretese sulla base di accordi internazionali è limitata, in particolare quando l'accesso alle risorse viene impiegato quale mezzo di pressione in caso di tensioni politiche. Pur senza essere direttamente coinvolta in situazioni di questo genere, la Svizzera deve prepararsi ad affrontare crisi d'approvvigionamento. Oltre alle misure preventive a titolo privato (diversificazione delle fonti d'approvvigionamento, scorte private), le misure dell'approvvigionamento economico del Paese stabilite dalla Confederazione mirano a garantire l'attività economica come pure la libertà d'azione della Svizzera a livello politico ed economico in simili contesti.
In generale, la Svizzera si impegna, laddove l'attività economica internazionale è limitata da misure motivate dalla politica di sicurezza, affinché le relative ripercussioni generino nella minor misura possibile distorsioni del commercio e le misure non siano applicate in maniera discriminatoria. Gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 hanno determinato un rafforzamento dei controlli di sicurezza dei flussi di merci ma anche a livello delle transizioni finanziarie e del turismo d'affari. Bisogna tuttavia impedire un abuso di queste misure preventive per scopi protezionistici.
La collaborazione con l'Europa resta indispensabile per la Svizzera allo scopo di assicurare all'economia stabilità, una sicurezza d'approvvigionamento ottimale e possibilità di