Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/122: Revisione parziale della legge federale sugli stranieri (LStr) · 109 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 13Fedlex · Rapporto sui risultati

Gran parte dei destinatari della consultazione riconosce il ruolo chiave svolto da questo gruppo di destinatari delle misure di integrazione e approva pertanto la necessità di un intervento normativo. I pareri sono invece discordi per quanto riguarda l'attuazione.

Mentre alcune cerchie si augurano disposizioni ancora più rigide in quest'ambito (p. es. il possesso delle conoscenze linguistiche già all'entrata in Svizzera), gli ambienti ecclesiastici, quelli legati ai partiti di sinistra e ai Verdi e le organizzazioni non governative mettono in guardia da requisiti troppo severi e presupposti quasi impossibili da soddisfare, che porterebbero pertanto nella pratica a un blocco delle ammissioni per questo gruppo. La critica è in parte rivolta al fatto che «i valori della Costituzione federale» non possano essere facilmente definiti. Secondo i critici, questa disposizione ha il solo scopo di evitare l'ammissione degli imam. Alcuni destinatari della consultazione auspicano che tale disposizione sia estesa anche alle persone soggette all’Accordo sulla libera circolazione delle persone.

Proroga del permesso di dimora in caso di buona integrazione

La maggioranza dei Cantoni, singole autorità, le organizzazioni mantello e le organizzazioni non governative respingono questa norma poiché ritengono che non sia possibile verificare il grado di integrazione in occasione della proroga del permesso di dimora e che l'attuale regolamentazione (motivi di revoca secondo l'art. 62 LStr) sia sufficiente. Un esame dell'integrazione in occasione della proroga del permesso di dimora è oneroso e richiede risorse supplementari; inoltre, potrebbe far sì che le risorse supplementari invece che per le misure d’integrazione siano usate per la valutazione dell'integrazione da parte della polizia degli stranieri, impedendo la realizzazione del modello graduale.

Accordi d’integrazione

I pareri dei destinatari della consultazione sugli accordi d'integrazione sono controversi. Tale strumento trova il sostegno di alcuni partecipanti alla consultazione, quali partiti politici e singoli Cantoni, mentre è categoricamente rifiutato dagli ambienti ecclesiastici, da quelli legati ai partiti di sinistra e ai Verdi e da diverse organizzazioni non governative poiché nella pratica funge da strumento sanzionatorio e desta preoccupazioni in termini di principi di Stato di diritto (contenuto e sanzioni poco chiari, nessun rimedio giuridico). La maggior parte dei destinatari della consultazione è tuttavia concorde nel ritenere che spetti esclusivamente ai Cantoni decidere sull'utilizzo di tale strumento.

Una grande maggioranza respinge la stipula obbligatoria degli accordi d'integrazione in determinati casi. In particolare, trova resistenza la conclusione di un accordo

d’integrazione con le persone ammesse provvisoriamente, poiché tale status non può essere vincolato all’obbligo di stipulare un accordo d’integrazione. Singoli partecipanti si oppongono anche alle raccomandazioni d’integrazione in quanto inattuabili.