Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/122: Revisione parziale della legge federale sugli stranieri (LStr) · 109 pagine

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- Il progetto posto in consultazione manca di una chiara attuazione del modello gra-

duale (CdC, SO); è poco opportuno che per la proroga del permesso di dimora e per il rilascio del permesso di domicilio valgano gli stessi requisiti (CdC).

- In merito alle attese legate alla revisione parziale, bisogna considerare che la LStr è

applicabile solo alle persone per cui non vale l’Accordo sulla libera circolazione (AR). Solo un terzo circa della popolazione straniera sarebbe interessata dagli accordi d'integrazione compatibili con le sanzioni (CdC).

- Il disegno di legge raggiungerebbe solo limitatamente l'obiettivo della migliore inte-

grazione dei cittadini stranieri in Svizzera poiché la quota di cittadini di Stati terzi cresce di un mero punto percentuale e tale gruppo costituisce soltanto il 35 per cento della popolazione straniera (CFR).

- Il progetto tratta troppi punti (PLD).

- L’aumento di 20 milioni di franchi del contributo federale non è sufficiente (PS).

- L'integrazione è compito primario degli immigrati, non dello Stato. Respingendo il

controprogetto dell'Iniziativa espulsione, il Popolo si è espresso chiaramente contro un articolo sull'integrazione nella Costituzione federale; le spese supplementari non sono sostenibili (UDC).

- Le nuove disposizioni sull'integrazione non devono portare a un inasprimento dissi-

mulato e unilaterale del diritto in materia di stranieri. Uno stimolo importante all'integrazione è la certezza di poter rimanere nel Paese di immigrazione. Il progetto non tiene conto a sufficienza di tale aspetto, puntando esclusivamente sull'«integrazione in prova» (PEV).

- La revisione rispecchia una politica migratoria restrittiva e discriminante a diversi

livelli. Le misure obbligatorie avrebbero un effetto opposto. Una situazione stabile è una condizione importante per il processo di integrazione (GP).

- La proposta di sancire l'integrazione nella LStr è in parte vista con scetticismo, dal

momento che in tal modo si raggiunge solo un terzo della popolazione straniera (SSV). Se ciò non dovesse cambiare, è auspicabile una minore densità normativa (SSV).

- Una maggioranza delle Città ritiene che debbano essere soltanto le autorità migra-

torie cantonali e comunali – con la collaborazione di altri eventuali enti con funzioni di consulenza e assegnazione – a decidere se (1) lo straniero appartiene a uno dei gruppi oggetto di un accordo d'integrazione obbligatorio ai sensi dell'articolo 58a capoverso 1 rev LStr, (2) gli obiettivi proposti sono proporzionali, raggiungibili e verificabili e (3) una sanzione di diritto in materia di stranieri è legale, proporzionale e attuabile, nel caso in cui gli obiettivi non sono raggiunti (SSV).

- Il contributo dei Comuni dovrebbe limitarsi alla promozione dell'integrazione e non

includere anche una quota delle somme forfettarie per l’integrazione (SSV).

- La revisione contiene troppi obblighi nuovi e formulati in modo poco chiaro (SAV).