Rapporto esplicativo

Consultazione 2011/49: Progetto relativo alla realizzazione e al finanziamento di un corridoio da quattro metri per il trasporto merci su rotaia lungo l'asse del San Gottardo · 58 pagine

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investimenti necessari dovranno essere operati in Italia. RFI, l’ente gestore della rete ferroviaria italiana, sta stimando l’ammontare degli investimenti necessari.

Le misure operative e infrastrutturali sopra descritte consentirebbero di eliminare praticamente la limitazione di sagoma (P45) della terza traccia di transito lungo l’asse del Lötschberg–Sempione fino a Domodossola. Affinché i treni a sagoma alta (P80) ne possano beneficiare effettivamente, oltre alle suddette misure sarebbe necessario – come lungo l’asse del San Gottardo – un ulteriore potenziamento delle linee a sud di Domodossola in direzione di Novara o Gallarate, nonché la costruzione di un terminale a Domodossola.

1.2.2 Finanziamento delle misure relative al corridoio da quattro metri

1.2.2.1 Fonti di finanziamento

Esistono vari strumenti che andrebbero presi in considerazione per il finanziamento del corridoio da quattro metri. Essi sono descritti di seguito.

Finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria

Fondo FTP: il finanziamento dell’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria avviene dal 1998 tramite il fondo FTP. Tramite tale fondo la Confederazione finanzia i grandi progetti NFTA, Ferrovia 2000, SIF, raccordi RAV51 e risanamento fonico. Il fondo FTP è alimentato per due terzi dai proventi dalla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), dagli introiti derivanti dalle imposte sul valore aggiunto e sugli oli minerali nonché da prestiti contratti dalla Confederazione sul mercato dei capitali. Tutti i prestiti esistenti devono essere rimborsati.

Convenzioni sulle prestazioni tra Confederazione e FFS/ferrovie private: mediante il bilancio ordinario la Confederazione assume i costi non coperti dell’esercizio e della manutenzione dell’infrastruttura, gli ammortamenti delle ferrovie per il rinnovo dell'infrastruttura e gli ampliamenti minori dell’infrastruttura previsti dalle convenzioni sulle prestazioni.

Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FInFer): in futuro tutti i costi dell’infrastruttura ferroviaria, cioè anche i costi non coperti relativi all’esercizio e al mantenimento della qualità dell’infrastruttura previsti dalle convenzioni sulle prestazioni tra la Confederazione e le Ferrovie Federali Svizzere e le ferrovie private dovranno essere finanziati mediante un unico fondo. La gestione dei crediti diverrà così più trasparente e più semplice. A tale scopo l’attuale fondo FTP, destinato ai grandi progetti ferroviari e limitato nel tempo, verrà integrato nel nuovo fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FInFer). In futuro tale nuovo fondo dovrà essere disciplinato dalla legge sul Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (LFInFer). Attualmente le Camere federali stanno discutendo il progetto relativo al

51Pacchetto di misure per il raccordo della rete ferroviaria svizzera alla rete ferroviaria ad

alta velocità dell’Europa centrale giusta la legge federale sul raccordo della Svizzera orientale e della Svizzera occidentale alla rete ferroviaria europea ad alta velocità (RS

742.140.3)