Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/7: 09.462 Iniziativa parlamentare. Liberalizzare gli orari di apertura dei negozi situati nelle stazioni di servizio · 14 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente l’iniziativa parlamentare Lüscher (09.462)

pendenze Info, Syna, transfair, Travail.Suisse, Unia, l’ATA, la CDEP, la VELEDES respingono l’adeguamento della legge proposto4 per i seguenti motivi:

Allentamento della protezione dei lavoratori e della protezione della salute

Molti partecipanti alla consultazione (AG, BL, BS, BE, FR, GE, JU, LU, NE, NW, OW, SZ, VD, VS, il PEV, il PCS, il PS, la BGB/GBBL, le EFS, il CFAL, l’EMK, la FMH, l’AIPL/AUSL, la SIC Svizzera, Losanna, la FCES, la SGARM, l’USS, l’UCS, Dipendenze Info, Syna, transfair, Travail.Suisse e Unia) ritengono che la modifica di legge proposta vada respinta per motivi inerenti alla protezione dei lavoratori e alla protezione della salute. Vengono spesso citati i seguenti argomenti: necessità di limitare allo stretto necessario il lavoro notturno e il lavoro domenicale (evitare di annullare gradualmente il divieto di lavoro notturno e domenicale/contro tattica dei progetti solo parziali), aumento del lavoro notturno e domenicale dovuto alla diffusione dei negozi delle stazioni di servizio (per il personale delle stazioni di servizio, ma anche per il personale di pulizia, gli agenti di sicurezza e i fornitori), rischi per la salute dovuti al lavoro notturno, condizioni di lavoro già oggi precarie (assenza di contratti collettivi di lavoro) e basso livello di salari del personale delle stazioni di servizio, ripercussioni negative del lavoro notturno e domenicale sulla vita sociale e familiare, pressioni su altri dettaglianti e sugli orari di apertura dei negozi in generale. Per UR, l’argomento secondo cui il personale è comunque presente per la vendita di prodotti di ristorazione non regge. In questo caso, qualsiasi altra azienda di ristorazione potrebbe usare gli stessi argomenti e tenere aperto nel contempo un negozio 24 ore su 24.

Nessun bisogno di tenere aperti 24 ore su 24 i negozi delle stazioni di servizio

Secondo AG, AI, AR, BL, BS, GE, LU, NW, OW, SG, SZ, TI, UR, VS, la CFAL, l’AIPL/AUSL, Losanna, la SGARM, transfair, Travail.Suisse non è dimostrato che l’apertura 24 ore su 24 dei negozi delle stazioni di servizio risponda a un bisogno. Le merci proposte nei negozi delle stazioni di servizio potrebbero essere ragionevolmente acquistate negli orari di lavoro e di apertura ordinari. In alcuni casi si accenna alla giurisprudenza del Tribunale federale, secondo cui non vi sono particolari bisogni dei consumatori nella fascia oraria in questione. La CFAL e Dipendenze Info rinviano inoltre alla posizione del Consiglio federale in merito all’interrogazione Wasserfallen 09.5301. BL si riferisce alle esperienze pratiche: nonostante l’assenza di una legge sulla chiusura dei negozi, i gestori dei negozi delle stazioni di servizio del Canton BL non tentano di estendere il lavoro notturno; la maggior parte dei negozi delle stazioni di servizio del Canton BL restano aperti fino alle 23.00 o al più tardi fino alle 24.00; anche nei bar delle stazioni di servizio e nello spazio destinato alle attività del settore automobilistico il personale non lavora tutta la notte. Anche GE, SZ e l’AIPL/AUSL rilevano che molti gestori di negozi di stazioni di servizio non sfruttano già oggi i limiti legali vigenti. Viste le condizioni in vigore nel loro Cantone (legislazione cantonale sugli orari d’apertura dei negozi; votazioni popolari), SG, TG, UR e VS fanno notare che un’estensione degli orari d’apertura dei negozi non avrebbe conseguenze rilevanti. Il PEV, la BGB/GBBL, le EFS, l’USS e Unia fanno riferimento al rifiuto di un altro tentativo di liberalizzazione degli orari d’apertura dei negozi da parte dei cittadini in occasione di varie votazioni cantonali. In base al sondaggio effettuato dal sindacato Unia presso 800 negozi del Canton Berna, la BGB/GBBL, l’USS e Unia ritengono che la maggior parte del personale di vendita e dei proprietari di negozi siano contrari a una liberalizzazione in tal senso. Syna respinge fermamente qualsiasi allentamento diretto (nella legge o nell’ordinanza) o indiretto (mediante l’ordinanza 2) della definizione del «bisogno particolare dei consumatori». Syna chiede inoltre la revisione e l’eliminazione dell’attuale disposizione derogatoria per il lavoro notturno fino

4 FR, VD e l’AIPL/AUSL: rifiutano il progetto, tranne per quanto riguarda i negozi delle stazioni di servizio situati nelle aree di servizio autostradali. NW ritiene di non essere toccato dalla modifica, ma solleva dei dubbi sul progetto. OW: è contrario ai tentativi di allentare e di aggirare il divieto di lavoro notturno, ma approva la proposta di abrogare la limitazione per quanto riguarda la vendita domenicale di merci al dettaglio. UCS: il progetto ha suscitato opinioni controverse nell’ambito di un sondaggio interno; una leggera maggioranza ha nettamente respinto la modifica di legge proposta.