Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/115: Legge federale sulla sicurezza delle informazioni (LSI) · 82 pagine
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Rapporto esplicativo concernente l’avamprogetto di legge federale sulla sicurezza delle informazioni (LSIn)
1.1.1.3 Open Government Data (OGD)
La nozione di OGD (dati liberamente accessibili dell’amministrazione pubblica) è strettamente legata al principio di trasparenza e mira a garantire l’accessibilità e il riutilizzo dei dati prodotti nell’ambito dell’attività amministrativa. La pubblicazione e il libero utilizzo secondario di dati delle autorità possono rivelarsi utili dal punto di vista economico e politico nonché all’interno dell’Amministrazione stessa.
Nel suo rapporto del 13 settembre 2013 in adempimento del postulato Wasserfallen 11.3884 del 29 settembre 2011 («Il libero accesso ai dati governativi, priorità strategica nell’ambito del governo elettronico»), il Consiglio federale ha sottolineato come, dalla ponderazione delle opportunità e dei rischi legati agli OGD, emerga un interessante potenziale di efficienza e trasparenza nella gestione dell’amministrazione nonché di creazione di valore aggiunto a livello economico. Ha inoltre incaricato l’Organo direzione informatica della Confederazione (ODIC) di assumere, in collaborazione con l’Archivio federale svizzero (AFS), la responsabilità e il coordinamento delle attività relative all’ulteriore sviluppo degli OGD come pure di formulare una strategia OGD svizzera.
1.1.2 Rischi della società dell’informazione
Il Consiglio federale intende ridurre il rischio che la trasformazione sociale avvenga ai danni della popolazione e dell’economia o che porti alla violazione dei diritti della personalità. In particolare, esistono rischi che non riguardano primariamente le ripercussioni della trasformazione sociale (per es. i cosiddetti «divari digitali»), bensì le stesse informazioni e le infrastrutture di informazione e di comunicazione interconnesse. Purtroppo il reale valore delle informazioni viene spesso riconosciuto soltanto dopo un incidente e nel momento in cui si manifestano ripercussioni negative. La perdita, il furto, la divulgazione non autorizzata o l’abuso di informazioni possono avere conseguenze estremamente spiacevoli, tanto per i servizi pubblici quanto per le imprese e i privati cittadini.
Anche le infrastrutture di informazione e di comunicazione, nonché i singoli mezzi TIC impiegati dalle autorità e dalle imprese come supporto per i loro processi aziendali, sono vulnerabili. Il mancato funzionamento di un sistema informatico può per esempio, a seconda della criticità aziendale, comportare pesanti conseguenze finanziarie. Se riguarda il gestore di un’infrastruttura che fornisce servizi indispensabili per il funzionamento della società, dell’economia o della Confederazione (infrastruttura critica), un simile mancato funzionamento può avere, nel caso peggiore, conseguenze catastrofiche, compresa la perdita di vite umane.
1.1.2.1 Pericoli per informazioni e mezzi TIC
I media riportano pressoché quotidianamente notizie di spionaggio, attentati, mancato funzionamento di servizi TIC e altri eventi nell’ambito della sicurezza delle informazioni. Tali pericoli vengono descritti anche nella Strategia nazionale del 27 giugno 2012 per la protezione della Svizzera contro i rischi informatici (FF 2013 499, denominata Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi (SNPC) nell’apposito sito Internet della Confederazione; cfr. n. 1.1.2.2). Per ottenere un quadro realistico della situazione in questo settore occorre considerare i tre aspetti esposti qui di seguito.
I pericoli devono essere presi sul serio. Se è vero che gli specialisti del settore tendono spesso a esagerare la gravità dei pericoli e delle loro potenziali ripercussioni, è altrettanto vero che non bisogna sottovalutare i rischi. La criminalità organizzata può utilizzare risorse finanziarie e competenze tecniche considerevoli per rubare i dati dei clienti online (in particolare carte bancarie e di credito) o ricattare privati cittadini, ma si tratta di mezzi minimi in confronto alle risorse finanziarie e di personale impiegate da determinati attori statali per svolgere attività di spionaggio politico, diplomatico, scientifico ed economico. Alcuni Stati praticano in modo mirato lo spionaggio economico e industriale come misura prioritaria per l’industrializzazione e l’ulteriore sviluppo della propria economia o per la modernizzazione delle loro forze armate.
I pericoli da prendere sul serio non sono legati soltanto alla protezione della confidenzialità delle informazioni. Anche la disponibilità di infrastrutture e di servizi pubblici o privati è infatti minacciata a causa della dipendenza di tali infrastrutture e servizi dalle TIC. Sebbene, a questo proposito, tra gli ipotetici pericoli vengano citate soprattutto le azioni di sabotaggio, come l’attacco scoperto nel giugno del 2010 contro gli impianti iraniani di arricchimento dell’uranio mediante il software dannoso (malware) Stuxnet, i problemi di funzionamento causati da guasti tecnici, manipolazioni inappropriate o fenomeni atmosferici, come per esempio un’interruzione di corrente o un incendio, sono molto più frequenti e possono avere conseguenze altrettanto gravi.
Non va infine dimenticata la sorveglianza di massa del traffico Internet, in particolare tramite la compromissione di servizi TIC e applicazioni di ampia diffusione nonché mediante la corruzione sistematica di standard di cifratura. Le ultime rivelazioni in merito a tali pratiche dimostrano che le ipotesi di fondo sull’integrità di