Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 145 pagine

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Sull’energia viene applicata una tassa (con addebito del consumo di energia elettrica). Gli introiti vengono ridistribuiti come per la tassa sul CO2.

La tabella 17 illustra i costi aggiuntivi per l’economia nazionale rispetto allo scenario di base Status quo (WWB) con la variante 2C (si vedano i risultati della variante per l’approvvigionamento elettrico) per gli anni 2020, 2035 e 2050. I costi dello scenario Misure politiche del Consiglio federale (POM) corrispondono nel modello economico a una tassa sul CO2 pari a 70 (2020), 140 (2035) e 210 franchi per tonnellata di CO2 (2050) e a una fornitura di energia equivalente a un aumento del prezzo energetico dell’11 per cento (2020), 23 per cento (2035) e 22 per cento (2050).

Il migliore indicatore dei costi economici è rappresentato dalla variazione del benessere, inclusi i benefici secondari. Prendendo in considerazione anche i benefici secondari derivanti dalla riduzione di effetti esterni (emissioni di sostanze nocive) si generano effetti leggermente positivi sul benessere. Il benessere esclusi i benefici secondari dello scenario POM nel 2050 è inferiore di circa lo 0,2 per cento rispetto allo scenario Status quo. Nel 2050 il PIL dello scenario POM è inferiore di circa lo 0,6 per cento rispetto allo scenario Status quo. Convertendo questa differenza di livello del PIL in tassi di crescita annui del PIL, risulta una mancata crescita pari a –0,02 per cento all’anno. Bisogna prevedere effetti sull’occupazione leggermente negativi. Questi effetti economici devono essere contrapposti agli effetti positivi non monetizzati del cambiamento di rotta nel campo della politica energetica.