Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 145 pagine

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3.3.4 Ripercussioni sui singoli gruppi sociali

L’onere tributario descritto al punto 3.3.2 non è uguale per tutti i settori e per tutte le economie domestiche. I settori più penalizzati sono quelli del tessile e del metallo, mentre il settore dei trasporti pubblici di persone può contare su un forte aumento della domanda. Se i grandi consumatori di energia vengono esentati dai tributi, gli altri settori si trovano a far fronte a un onere maggiore.

L’incidenza dell’onere tributario per i vari bilanci familiari dipende dalla ridistribuzione degli introiti fiscali. Se gli introiti dei tributi come per l’attuale tassa sul CO2 vengono ridistribuiti all’economia attraverso una riduzione delle detrazioni salariali e alla popolazione attraverso un forfait pro capite, le famiglie più povere vengono avvantaggiate, mentre i nuclei familiari di pensionati registrano tendenzialmente le perdite maggiori.

3.4 Per l’ambiente

La Strategia energetica 2050 rafforza la politica ambientale e climatica della Confederazione sul lungo periodo. Con la nuova legge sul CO2 il Consiglio federale intende ridurre entro il 2020 le emissioni dei gas serra di almeno il 20% rispetto ai livelli del 1990. A tale scopo la strategia energetica prevede l’impiego di un mix di misure comprendente tassa d’incentivazione, scambio delle quote di emissioni, promozione e prescrizioni (cfr. cifra 1.1.3).

In linea con la sua decisione di principio di abbandonare l’energia nucleare, il Consiglio federale ribadisce gli obiettivi prefissati in materia di politica climatica. Gli obiettivi di riduzione del CO2 da qui al 2020 possono però essere raggiunti solo aumentando la tassa sul CO2 e potenziando notevolmente il Programma Edifici (cfr. cifra 1.3.1). Con l’attuale pacchetto di misure e con altri pacchetti che si renderanno probabilmente necessari per la trasformazione a lungo termine e graduale del sistema energetico entro il 2050 (scenario Nuova politica energetica), le emissioni di CO2 dovute al consumo di energia dovranno essere ridotte di 7,6 milioni di tonnellate entro il 2020 (situazione 2010: 40 milioni di tonnellate), di 14,3 entro il 2035 e di circa 32 milioni entro il 2050.

Le misure adottate a livello di efficienza energetica (cfr. cifra 1.3.1) possono essere considerate positive o molto positive dal punto di vista ambientale. È in particolare l’inasprimento degli obiettivi relativi alle emissioni di CO2 delle automobili ad avere un grosso effetto. Gli obiettivi di politica ambientale della Confederazione vengono supportati inoltre da misure generali volte a potenziare la formazione e il perfezionamento, l’assicurazione qualità, la funzione di modello dell’amministrazione pubblica e la ricerca tecnologica. Interventi di economia di mercato come la tassa d’incentivazione o la riforma fiscale ecologica contribuiscono a far sì che i costi ambientali esterni vengano addebitati in base al principio di causalità.

La promozione delle energie rinnovabili supporta gli obiettivi legati alla protezione dell’aria e alla politica climatica. Ogni nuovo impianto destinato alla produzione di energia ha però delle ripercussioni anche sul paesaggio e sull’ambiente. Se il potenziamento delle energie rinnovabili avviene nell’ambito dei potenziali utilizzabili in modo sostenibile, le conseguenze per l’ambiente sono sopportabili. A tale scopo sono necessarie le delimitazioni territoriali previste dalla Strategia energetica 2050 per gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Una pianificazione accurata del territorio consente di concretizzare gli obiettivi della strategia energetica nel campo delle energie rinnovabili dal punto di vista del territorio ed evitare così, nel limite del possibile, conflitti