Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 145 pagine
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Svizzera questo sistema riguarda attualmente circa il 40 per cento della domanda di gas naturale.
In seguito alla crisi del gas russo-ucraina del 2009, l’UE ha ottimizzato il proprio sistema di gestione del gas in caso di crisi e ha creato un cosiddetto «Gas Coordination Group» che in futuro svolgerà un ruolo centrale nella gestione delle situazioni di crisi. A fine 2011 inoltre è entrata in vigore un nuovo regolamento sull’approvvigionamento di gas28. Il regolamento concerne in particolare il coordinamento a livello di UE dei piani di emergenza nazionali, nel momento in cui le situazioni di crisi non sono più gestibili attraverso i meccanismi di mercato. In caso di crisi i Paesi terzi vengono considerati in seconda battuta, il che per quanto riguarda l’approvvigionamento potrebbe costituire uno svantaggio anche per la Svizzera. La Confederazione esamina un’adesione elvetica al meccanismo di crisi dell’UE nel settore del gas. Per accrescere ulteriormente la sicurezza dell’approvvigionamento di gas, è necessario altresì diversificare maggiormente i canali di acquisto di questa fonte energetica. Nell’ambito della politica estera in materia energetica la Svizzera sostiene pertanto il progetto del gasdotto transadriatico (TAP), grazie al quale dal 2017 si dovrebbe trasportare gas dall’Azerbaigian attraverso la Grecia e l’Albania verso l’Italia e in futuro anche fino in Svizzera.
Sicurezza dell’approvvigionamento: rischi a livello globale
A causa dei bassi prezzi dell’energia (petrolio, gas naturale, uranio), delle incertezze sui mercati e dell’assenza di concorrenza, negli scorsi anni sono diminuiti a livello mondiale gli investimenti nelle infrastrutture energetiche. A ciò si aggiungono il crescente fabbisogno energetico dei Paesi di recente industrializzazione e la corsa globale alle risorse energetiche. Entrambe queste situazioni rendono necessari a livello globale investimenti nella catena di approvvigionamento convenzionale e portano tendenzialmente a un periodo caratterizzato da un aumento dei prezzi dell’energia. Tuttavia, attualmente nel settore del gas è rilevabile uno sviluppo dei prezzi differenziato a seconda dell’area geografica: mentre gli USA, in seguito al massiccio incremento della promozione del gas non convenzionale (in particolare gas di scisto) si stanno trasformando da Paese importatore a Paese esportatore di gas e da tempo, a causa dell’aumento della produzione, presentano un mercato del gas caratterizzato da prezzi bassi, in Europa, nonostante la difficile situazione economica, i prezzi del gas continuano ad attestarsi su livelli elevati. Anche in Asia i prezzi di questo vettore energetico sono elevati e risultano in costante aumento a seguito della forte domanda.
I rischi che potrebbero minacciare l’approvvigionamento energetico fino al 2050 non risiedono tanto nella scarsità di risorse energetiche fossili, quanto piuttosto nei conflitti geopolitici. Le riserve attestate di petrolio e gas naturale si trovano prevalentemente negli Stati dell’OPEC e in Russia, ossia in Paesi con una posizione dominante sul mercato. I conflitti in Medio Oriente dipendono in parte anche dalla disponibilità di risorse energetiche. I rischi di incidenti, sabotaggio o legati alla natura sono notevoli, in quanto vaste aree economiche vengono rifornite da sistemi fortemente concentrati (oleodotti, grandi petroliere, reti di trasporto).
D’altro canto gli Stati con grandi risorse energetiche dipendono dagli introiti derivanti dell’esportazione di energia e anch’essi quindi contano su relazioni stabili e sicure con i Paesi consumatori. I giacimenti di carbone e uranio e le energie rinnovabili presentano
28 Regolamento (UE) n. 994/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 ottobre 2010 concernente misure volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas e che abroga la direttiva 2004/67/CE del Consiglio (GU L 295, 12.11.2010, pag. 1).