Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine

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delle emissioni di CO2. Il contributo finanziario viene giudicato insufficiente dal PEV e dalle Donne PPD. Nonostante appoggi l’aumento, il pvl propende per una tassa d’incentivazione anziché per i contributi d’incentivazione e chiede pertanto l’integrazione di questa misura nel primo pacchetto di misure. Il PS ritiene che la misura sia mirata, ma chiede che la Confederazione assuma la sua funzione di modello.

Le associazioni mantello SAB, Associazione dei Comuni Svizzeri e UCS sono tutte favorevoli al rafforzamento, giudicato auspicabile; un’eventuale rinuncia al Programma risulterebbe rischiosa. L’UCS auspica tuttavia un abbandono graduale attraverso misure prevalentemente d’incentivazione e avanza proposte di modifica concrete dell’art. 34 della legge sul CO2. Il Programma Edifici deve sostenere anche l’introduzione di ulteriori standard energetici minimi per gli edifici sostitutivi. Inoltre i contributi d’incentivazione devono essere vincolati a determinate condizioni (ad es. l’esistenza di un piano di risanamento generale).

Gran parte delle imprese dell’economia elettrica condivide il rafforzamento del Programma Edifici; in particolare vengono accolti favorevolmente ad es. i relativi sforzi compiuti verso un orientamento di mercato (DSV). Da più parti (ad es. Energiegenossenschaft Elgg, Energieversorgung Büren) viene inoltre sottolineata la centralità di un impiego efficiente ed efficace delle misure. Inoltre si chiede (ad es. IB Aarau, Swisspower) che i mezzi supplementari possano essere utilizzati anche come finanziamento iniziale per le reti di calore e gli impianti di cogenerazione. Alla domanda sulla variante preferita spesso non viene data risposta o non viene scelta una delle opzioni, ma viene proposto un finanziamento derivante dai mezzi fiscali oppure dagli incentivi fiscali.

Anche le associazioni mantello dell’economia perlopiù non prendono posizione sulle varianti di finanziamento proposte, soprattutto per ragioni di ordine politico. Esse chiedono incentivi fiscali anziché sovvenzioni. La misura in sé tuttavia viene appoggiata da oltre la metà dei partecipanti, per diversi motivi. Ad es. viene considerata un pilastro centrale della Strategia energetica 2050 (Unione delle arti e mestieri BS). Consente inoltre di proseguire con il programma e sgombra il campo da incertezze (ad es. ASIPG, USM, suissetec). Inoltre viene riconosciuta una forte necessità d’intervento in questo ambito (IG DHS). Anche Travail.Suisse considera la misura un fondamentale tassello della Strategia energetica, ma nel contempo chiede anche un’offensiva nel settore della formazione e del perfezionamento continuo. Il rafforzamento del Programma Edifici viene respinto per ragioni di ordine politico (ad es. da cemsuisse) oppure in quanto considerato alla stregua di una nuova imposta e pertanto anticostituzionale (tra gli altri Unione delle arti e mestieri ZH) e non più neutrale dal punto di vista delle quote statali (ad es. SGCI, TVS, ZPK). Viene altresì criticata un’estensione verso misure concernenti l’energia elettrica (tra gli altri economiesuisse).

Un rafforzamento del Programma Edifici viene salutato con favore dalla maggioranza delle associazioni di categoria e delle organizzazioni nell’ambito della politica energetica. Per quanto riguarda la variante, oltre la metà di questi partecipanti non ha preso posizione, mentre l’altra metà predilige la variante 2 (aumento dei mezzi derivanti dai proventi della tassa sul CO2). Il rafforzamento del Programma Edifici viene accolto positivamente anche perché il settore degli edifici rappresenta la principale grandezza di riferimento (ad es. Lignum, SFIH, Energia legno Svizzera); viene inoltre riconosciuta la necessità di intervenire in questo settore (ad es. GGS). Tuttavia in molti casi (tra gli altri Biomassa Svizzera, Biofuels, SES) si chiede che, nonostante l’aumento, venga mantenuto il limite temporale. Infine si auspica una maggiore collaborazione e interazione tra gli attori (ad es. da Swissolar) e una più stretta concatenazione con gli incentivi fiscali (AEE). L’aumento viene respinto per i seguenti motivi: trasformazione della tassa sul CO2 in un’imposta (ASPER), ulteriore aumento della tassa sul CO2 sui combustibili (UP) o annacquamento della tassa d’incentivazione (IGEB).

Le organizzazioni ambientaliste appoggiano il rafforzamento del Programma Edifici attraverso

l’aumento della destinazione parzialmente vincolata della tassa sul CO2. Anch’esse tuttavia chiedono il

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