Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine

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mantenimento del termine (tra gli altri dai membri dell’Umweltallianz). Infine si auspica una priorizzazione delle misure (Myclimate).

Le misure di natura fiscale nel settore degli edifici vengono respinte in particolare dai Cantoni. Dalla presa di posizione della CGC, a cui fanno riferimento i Cantoni, si evince che questa misura viola il principio della deducibilità nelle imposte sul reddito. Inoltre vengono criticate le relative ripercussioni collaterali e la possibile doppia promozione. Infine si fa notare che con tale misura non si deve legittimare la Confederazione a un’ingerenza nella sovranità fiscale cantonale. Dello stesso tenore è anche la presa di posizione della CGCA. Entrambe le conferenze chiedono pertanto la cancellazione delle modifiche proposte. BE, GE, JU, LU e NE condividono l’orientamento della misura, ma auspicano diverse modifiche (ad es. estensione a cinque anni).

Un diverso quadro emerge in merito tra i partiti. PPD, Donne PPD, PEV, PLR, PES, pvl, Giovani Verdi, PS ZH, PS e Umweltfreisinnige SG sono a favore di questa misura, ma chiedono diverse modifiche per la variante proposta. Ad es. il PPD propone che i risanamenti più rilevanti possano essere dedotti su cinque anziché tre anni. Il PLR auspica che in questo modo venga ridotta anche la burocrazia relativa alle ristrutturazioni. Il PES chiede ulteriori misure, ad es. l’introduzione di incentivi fiscali per la gestione parsimoniosa delle superfici abitative.

La CSSM accoglie con favore la misura, ma chiede che non provochi svantaggi finanziari per i proprietari di monumenti. Il SAB sostiene la misura a patto che si tenga conto delle particolari condizioni nelle regioni di montagna, in particolare dell’impossibilità di rispettare in ogni caso gli standard minimi. L’Associazione dei Comuni Svizzeri appoggia l’estensione della deducibilità fiscale, ma chiede una stima più precisa da parte di Confederazione, Cantoni e Comuni degli effetti sulle economie domestiche. L’associazione rifiuta standard energetici minimi in quanto pongono tutta una serie di questioni. L’UCS sostiene che gli standard minimi debbano essere orientati al Certificato energetico cantonale degli edifici e condivide inoltre la prevista estensione della deducibilità fiscale, proponendone addirittura l’estensione a cinque anni.

La maggior parte delle imprese dell’economia elettrica condivide le misure fiscali proposte. Grazie a questa misura vengono creati degli incentivi per i risanamenti generali (BKW). Viene considerata ragionevole anche la concessione di una deduzione fiscale se viene raggiunto uno standard minimo che tuttavia deve essere definito in modo neutrale dal punto di vista della tecnologia (IB Aarau, Swisspower, Regio Energie Solothurn, sgsw). Viene inoltre chiesta un’estensione della deducibilità fiscale a cinque anni (EWN).

Le associazioni mantello appoggiano perlopiù la possibilità di deduzione proposta. Da più parti (ad es. Unione svizzera delle arti e mestieri, Unione delle arti e mestieri di Basilea, ASIPG, USM, suissetec, associazioni dei rami accessori dell’edilizia, VSGU) si chiede l’estensione della deducibilità fiscale a cinque anni. L’introduzione di uno standard minimo viene sostenuta da alcuni, ma criticata da altri.

Mentre ad es. IG DHS condivide l’abbinamento al CECE, altri partecipanti (tra cui HEV, bauen-

schweiz, Holzbau Schweiz, ISOLSUISSE) ritengono che lo standard minimo non debba essere vincolato a un’etichetta. Il collegamento dello standard minimo a un determinato label viene criticato anche dalle associazioni di categoria e dalle organizzazioni nell’ambito della politica energetica (tra cui AEE, Gebäudeklima Schweiz, energo, Verein Green Building, ideeholzfeuer). Inoltre anche in questo caso si chiede (tra gli altri SES, Biomassa Svizzera) l’estensione della deducibilità fiscale a cinque anni. Lo stesso viene auspicato dalle organizzazioni ambientaliste e di protezione del paesaggio che sostengono perlopiù l’orientamento delle modifiche proposte, ma non la loro articolazione concreta (MpA, ffu, membri dell’Umweltallianz). HECH e NIKE esprimono prudenza e chiedono che si possano fissare diversi standard minimi per i diversi tipi di immobili e monumenti. L’ASI chiede che questa possibilità di deduzione venga eliminata.

Oltre a questi riscontri e alle risposte alle domande poste sono pervenute altre prese di posizione sul tema degli edifici. In particolare i Cantoni pongono diversi quesiti in merito all’art. 42. In primo luogo si

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