Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine

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Le imprese dell’economia elettrica sono perlopiù sfavorevoli all’integrazione proposta degli obiettivi nella legge sull’energia, definita non opportuna, non chiara, irrealistica e non affermabile e criticano la definizione numerica degli obiettivi. Esse chiedono obiettivi più aperti e ampi, in quanto gli sviluppi tecnico-economici non sono prevedibili in un periodo di tempo così lungo. In alcuni casi si propone la definizione di obiettivi a livello di esempio (AEW Energie) o nell’ordinanza (tra gli altri Groupe E, Genossenschaft Elektra Jegenstorf). L’abolizione dell’art. 2 viene chiesta ad es. da Alpiq e Swisselectric che ritengono tale articolo non compatibile con un ordinamento economico liberale. Oltre allo stralcio integrale dell’articolo vengono chieste anche diverse modifiche dell’art. 2. Ad es. Axpo chiede di prevedere per il 2020 un obiettivo intermedio e la possibilità di conteggiare anche l’energia elettrica rinnovabile proveniente dall’estero. Repower chiede che l’articolo venga riformulato in maniera più generica. Anche l’AES auspica diverse modifiche degli obiettivi, ad es. la loro definizione soltanto dopo aver consultato il settore. Inoltre critica il fatto che gli obiettivi per lo sviluppo delle centrali idroelettriche (art. 2 cpv. 2) non siano realistici alle attuali condizioni. Anche per l’art. 4 si chiedono modifiche e cancellazioni. Axpo, Repower, Alpiq e altri propongono ad es. la cancellazione del cpv. 2 in quanto una società moderna è anche una società elettrica. In generale si ha l’impressione che gli obiettivi in materia di consumo siano maggiormente criticati rispetto agli obiettivi di sviluppo. L’ASEA è scettica verso

l’integrazione degli obiettivi nella legge, ma riconosce comunque a questa procedura un effetto di richiamo. L’associazione chiede che gli obiettivi intermedi vengano fissati previa consultazione con il settore (art. 2 cpv. 3) e che la promozione della capacità di accumulazione sia integrata nella legge.

Anche la maggioranza delle associazioni mantello dell’economia respinge gli obiettivi di sviluppo e in materia di consumo, giudicati non realistici e utopici. Ad es. Economiesuisse chiede la cancellazione degli artt. 2 e 4. Swissmem sottolinea come in linea di principio la politica dovrebbe definire condizioni quadro e non singoli obiettivi. L’associazione chiede lo stralcio degli art. 2, art. 4 cpv. 1 e art. 4 cpv. 3. Per l’art. 4. cpv. 2 propone una riformulazione al fine di limitare il consumo di energia elettrica attraverso misure di efficienza. Anche le Camere di commercio di alcuni Cantoni e regioni non condividono l’integrazione degli obiettivi nella legge in quanto si oppongono alla preferenza accordata ad alcune tecnologie (IHZ) oppure non vogliono limitare lo sviluppo del mercato (CNCI). L’Unione svizzera delle arti e mestieri, suissetec, GastroSuisse, HEV, bauenschweiz e altre associazioni di categoria riconoscono agli obiettivi una certa legittimità, a patto che siano intesi come linee guida, strumenti strategici di orientamento e componenti della Strategia e non come un’integrazione della legge. Per questi partecipanti alla consultazione è importante una verifica regolare del raggiungimento degli obiettivi (monitoring). Alcune associazioni sostengono l’integrazione degli obiettivi nella LEne, come ProKlima che oltre a obiettivi relativi all’energia elettrica auspica anche degli obiettivi per altri fonti energetiche (ad es. il calore). Gli obiettivi trovano il sostegno anche dell’USC che chiede una loro definizione anche per il 2020 e obiettivi più ambiziosi per il 2035, aggiungendo che il potenziale della forza idrica è già esaurito. Anche Swisscleantech auspica obiettivi intermedi per il 2020 e un monitoring periodico per poter adottare misure tempestive nel caso non siano raggiunti.

Tra le associazioni di categoria e le organizzazioni nell’ambito della politica energetica emerge un quadro tutt’altro che unitario. A seconda del settore e dell’orientamento politico i partecipanti alla consultazione sono pro o contro l’integrazione degli obiettivi nella legge. In linea di massima gli obiettivi vengono appoggiati ad es. dall’AEE che tuttavia nella formulazione proposta li giudica troppo modesti. A favore dell’integrazione degli obiettivi vi sono anche SES, S.A.F.E., Biomassa Svizzera, InfraWatt, ISKB, schweizerischer Fachverband für Wärmekraftkopplung, Suisse Eole, Swissolar e diverse associazioni del settore del legno (tra cui SFIH e Lignum). Le associazioni del settore elettrico, tra le altre FEA e FVB, approvano l’integrazione, ma criticano in particolare la mancanza di tracciabilità del percorso di riduzione evidenziato. Contro l’integrazione degli obiettivi si esprimono anche ASPER Svizzera e diversi gruppi regionali e cantonali di ASPER. Biofuel definisce l’integrazione controproducente. L’Unione petrolifera si oppone in particolare alla fissazione di obiettivi in materia di consumo e suggerisce una definizione più precisa del concetto di «settore». La posizione delle associazioni dei consu-

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