Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 26Fedlex · Rapporto sui risultati

obiettivo di 95 g CO2/km non sia troppo modesto e appoggia i modelli di bonus e malus che

nell’ambito delle prescrizioni sul consumo dovrebbero portare a un trasferimento verso modelli con consumi più ridotti. PES e PS chiedono una riduzione a 80 g CO2/km entro il 2020. Anche il pvl auspica valori obiettivo più severi e chiede inoltre l’introduzione di incentivi per l’aumento dell’efficienza e il risparmio energetico nel settore della mobilità.

La maggior parte delle associazioni economiche (tra cui ASA, USS, Travail.Suisse, Economia forestale Svizzera) condivide fondamentalmente l’inasprimento del valore obiettivo per le automobili, mentre una minoranza (tra cui ASTAG, Auto-Schweiz, Economiesuisse, IG-DHS, USC, ScienceIndustries) rifiuta questa misura. Cionondimeno molti partecipanti che hanno dato risposta negativa alla domanda non sono di per sé contrari all’inasprimento del valore obiettivo. Questa nuova misura tuttavia deve essere introdotta d’intesa con l’UE e non deve costituire una soluzione isolata (CCIG, CNCI, Gastro-Suisse, Unione delle arti e mestieri di Basilea-Città, Fachverband Infra, ASIPG, USM, stradasvizzera). Per le associazioni del settore petrolifero è importante che la mobilità elettrica non venga promossa unilateralmente.

Tra le aziende dell’economia elettrica l’inasprimento del valore obiettivo di emissioni viene chiaramente respinto soltanto da Arbon Energie AG e dalla Kernkraftwerkbetriebspersonal-Vereinigung. Tuttavia numerosi partecipanti non prendono alcuna posizione sulla misura proposta (tra cui Axpo, EKZ, AES, ASGS). Tra i sostenitori vi sono DSV, IWB, StWZ e Swisspower. Alcuni partecipanti appoggiano la misura solamente se in linea con sviluppi nell’UE (tra cui ESI, EWZ).

Fondamentalmente la maggior parte delle organizzazioni tecniche e nell’ambito della politica energetica appoggia l’inasprimento del valore obiettivo (tra cui UP, GebäudeKlima Schweiz, GNI, S.A.F.E.,

SIA, Suisse Eole, SSIGA, Swissolar, ASIG). In molti casi (ad es. UPSA, UP, Energia legno Svizzera, ideeholzfeuer, InfraWatt, Kettenreaktion, SVUT, usic, ASIFP, VSS) la misura viene accolta a condizione che vi sia un coordinamento in tal senso con l’UE. Tra i contrari vi sono ASPER, che auspica per la Svizzera valori obiettivo superiori a quelli dell’UE, e Cogito Foundation, che considera arbitrario il valore obiettivo proposto. WiN avrebbe preferito valori limite singoli piuttosto che relativi alle flotte. Electrosuisse vincola la propria accettazione a una massiccia promozione della mobilità elettrica.

Le associazioni dei consumatori delle tre grandi regioni linguistiche (ACSI, FRC, SKS) condividono il valore obiettivo ma, insieme alla COMCO, chiedono di eliminare la distinzione tra piccoli e grandi importatori.

Quasi tutte le organizzazioni ambientaliste e di protezione del paesaggio (ad es. MpA, ffu, SVS, Greenpeace, Pro Natura, WWF) sono favorevoli all’inasprimento del valore obiettivo di emissioni: tuttavia molti ritengono non sia sufficientemente severo. Aqua Nostra chiede che la misura sia attuata nel rispetto degli sviluppi nell’UE. Aqua Viva rifiuta la misura senza dare ulteriori motivazioni. Numerose organizzazioni ambientaliste ritengono che una tassa d’incentivazione sul CO2 sui carburanti sarebbe uno strumento più efficace dei valori obiettivo. Noé 21 chiede che la misura venga integrata con altri incentivi volti a promuovere l’utilizzo dei trasporti pubblici.

Gli altri partecipanti alla consultazione accolgono perlopiù la misura proposta (tra cui HSLU, REAL, FFS, Città di Zurigo). Alcuni partecipanti, tra cui il Comune di Losanna, auspicano dei valori obiettivo più severi. Viceversa alcune organizzazioni come ACS o TCS non vogliono che la Svizzera “proceda da sola” e appoggiano un coordinamento con l’UE. VFAS chiede una riduzione di 110 g CO2/km entro fine 2020. La maggioranza dei privati sostiene il valore obiettivo di emissioni di 95 g CO2/km. L’HSLU ritiene vada promossa la mobilità elettrica. Öbu chiede un valore obiettivo più basso. L’ASI auspica che il settore della mobilità contribuisca al risparmio di energia e alla riduzione delle emissioni di CO2 nella stessa misura del settore degli edifici.

La maggioranza dei partecipanti alla consultazione condivide l’introduzione di un valore obiettivo di CO2 per gli autofurgoni e i trattori a sella leggeri di nuova immatricolazione che dovrebbe essere fissato in mediamente 175 g di CO2/km entro fine 2017 e mediamente 147 g di CO2/km entro fine 2020.

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