Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 30Fedlex · Rapporto sui risultati
prescindibile per le AAE. Entrambi i Cantoni considerano l’impiego dei certificati bianchi compatibile con un mercato liberalizzato.
Nei confronti degli obiettivi per le AAE i partiti assumono un atteggiamento più positivo; a favore sono PEV, Donne PPD, PES, Die Grünen Uri, Giovani Verdi svizzeri, Forum Meiringen, pvl, PS ZH, PS e Umweltfreisinnige SG. Tuttavia diverse voci criticano la strutturazione concreta. I certificati bianchi vengono considerati eccessivamente complicati (ad es. da PEV, pvl) e connessi a un onere eccessivo (tra gli altri da PES); pertanto si prediligono altri modelli, ad es. un sistema di bonus, un sistema di bonus e malus o il decoupling. Il PPD è sostanzialmente favorevole all’introduzione di un tale sistema, ma a condizioni diverse (ad es. con un sistema di ricompensa). La misura viene respinta da PBD, PLR e UDC. Per quest’ultima gli obiettivi costituiscono un ulteriore tentativo di instaurare un regime basato sull’economia pianificata. PLR e PBD sottolineano l’elevato onere provocato dalla misura.
Gli obiettivi vengono chiaramente rifiutati dalla maggioranza delle imprese dell’economia elettrica che li considera un’ingerenza esagerata nella libertà economica dei fornitori di energia
(ad es. AEW Energie, Repower), una soluzione di economia pianificatoria (ad es. Alqiq Holding), estranei al settore, discriminanti e in contrasto con le regole di mercato (ad es. IB Aarau), e
l’espressione di uno «stato coercitivo» (ad es. Arbon Energie). Inoltre con misure di questo tipo il Consiglio federale negherebbe il principio di sussidiarietà e di causalità (DSV, AES, Energie Seeland,
Energieversorgung Blumenstein, Energieversorgung Büren, EVK, ibk e altri). Da più parti (ad es. EBS, EKT, BKW) si fa notare inoltre la disparità di trattamento dei diversi vettori energetici. Inoltre la misura, ad es. secondo l’Axpo, impedirebbe di attuare la soluzione più efficiente e innovativa, in quanto mancherebbe un modello basato sull’economia di mercato. La proposta, prosegue Axpo, non è ottimale, produce effetti distorsivi sulla concorrenza, è rivolta ai destinatari sbagliati e non è chiaramente coordinata con altri strumenti di promozione. In più casi viene inoltre citato l’argomento dell’eccessivo onere amministrativo. Non tutti i partecipanti alla consultazione si schierano in linea di principio contro gli obiettivi, ma ne criticano la struttura proposta. IWB e Swisspower indicano ad es. un nuovo modello commerciale con un sistema di bonus che risulterebbe maggiormente adeguato. Anche Groupe E sostiene che andrebbe scelta un’altra variante. EWZ è a favore delle misure delle AAE per il miglioramento dell’efficienza energetica, ma è contraria a limitare l’obbligo al solo settore elettrico. Vengono altresì respinti obiettivi unitari, in quanto non tengono conto delle differenze tra le AAE (diverse basi di clienti). Gli obiettivi vengono rifiutati anche dalla maggioranza delle associazioni mantello
dell’economia, come ad es. da cemsuisse e ZPK che li giudicano di tipo interventista. La CCIG ricorda il ruolo delle AAE: garantire la qualità e non essere il “braccio armato” per attuare una politica di razionalizzazione. Diversi soggetti, tra cui Economiesuisse, sottolineano le sovrapposizioni tra gli obiettivi proposti e altri strumenti, quali ad es. gli accordi sugli obiettivi, le norme sul consumo e i bandi di gara, con i conseguenti doppioni (tra gli altri le Camere di commercio di Basilea-Città e Basilea-Campagna). Viene inoltre criticato l’elevato onere atteso (ad es. FKR). Secondo Swissmem la misura è difficilmente attuabile, eccessivamente onerosa e, come per altri, difficilmente delimitabile da altri strumenti. IG DHS ritiene che una misura di questo tipo non sia adeguata al mercato aperto dell’energia elettrica e giudica maggiormente indicato un modello con bonus che permetterebbe di attuare le prescrizioni sull’efficienza a livello di gestori delle reti di distribuzione attraverso impegni volontari nella rispettiva regione di approvvigionamento. Il ruolo dei gestori delle reti di distribuzione viene menzionato anche da altri partecipanti alla consultazione (ad es. ISOLSUISSE). Swisscleanteach non approva la formulazione proposta degli obiettivi, in quanto potrebbe svantaggiare i first mover e non coinvolgere i gestori delle reti di distribuzione. A favore degli obiettivi si schiera tra gli altri l’USS che approva il cambiamento radicale, ma ritiene che dovrebbe includere una riduzione del consumo globale di energia. ASI, USM, Suissetec, le associazioni dei rami accessori dell’edilizia e altri si esprimono sostanzialmente a favore dell’introduzione degli obiettivi, ma chiedono siano meglio formulati. Le associazioni dei consumatori appoggiano il principio degli obiettivi, ma sono contrari ai certificati bianchi. Diverse
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