Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine
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condivide fondamentalmente la misura, ma lamenta la mancanza nel progetto di una strategia nazionale per l’utilizzo del teleriscaldamento e del calore residuo.
2.6.10 Definizione nel piano direttore delle regioni per l’impiego
La maggioranza dei partecipanti alla consultazione condivide la proposta di obbligare i Cantoni a definire nel piano direttore determinate regioni e sezioni di corsi d’acqua e di concretizzarle nel piano di utilizzazione.
Una maggioranza risicata dei Cantoni appoggia la misura proposta. Quattro Cantoni (AG, BS, TI, VD) sono invece dell’avviso che gli strumenti esistenti nella LPT siano sufficienti, mentre sette Cantoni (AG, AR, BL, JU, TG, TI, VS), nonché la CGCA, ritengono che gli strumenti della pianificazione del territorio debbano rientrare nella LPT. VS e la CGCA mettono in dubbio la costituzionalità delle misure. BS e BE sostengono che la disposizione sia poco chiara. UR respinge la misura. AR auspica un’accelerazione della procedura di autorizzazione. GE caldeggia l’inserimento nella pianificazione dello sfruttamento rinnovabile del calore e del freddo, geotermia inclusa. UCS e Associazione dei Comuni Svizzeri chiedono che i Comuni siano coinvolti nella pianificazione dello sviluppo. BS sostiene che al posto dello strumento della pianificazione dello sviluppo vada applicato lo strumento esistente del concetto secondo l’art. 13 LPT come base per il piano direttore cantonale. Tre Cantoni (FR, JU, TG) si chiedono se la misura sia compatibile con il principio di sussidiarietà. SG propone una formulazione più generale per la pianificazione dello sviluppo. AI, LU e FR chiedono che vengano rispettati sia gli interessi di protezione sia quelli di impiego. Il SAB ha in merito un’opinione contrastante: condivide una delimitazione attraverso il piano direttore per le centrali eoliche, ma non per quelle idroelettriche.
Su questa misura i partiti sono divisi. Il PPD, che ricorda come in alcuni Cantoni la sovranità sui corsi d’acqua sia dei Comuni, e l’UDC rigettano la misura proposta. Il PS e il pvl sono a favore di una soluzione che contempli non soltanto un piano di utilizzazione ma anche un piano di protezione. Il PLR chiede che vengano considerate anche le reti elettriche. Il PEV appoggia la misura. Tra gli altri partiti partecipanti condividono la misura le Donne PPD che chiedono vengano allo stesso tempo considerati anche gli interessi della protezione della natura e del paesaggio. Il PS del Cantone di Zurigo è
d’accordo con la misura, ma sottolinea come il piano di utilizzazione dei Cantoni debba essere adeguato alla pianificazione nazionale. Per gli Umweltfreisinnigen SG bisogna definire aree adeguate per gli impianti fotovoltaici di grandi dimensioni al di fuori della zona edificabile.
Le associazioni economiche (tra cui cemsuisse, Economiesuisse, Science Industries) accolgono perlopiù con favore la misura. L’USC condivide sostanzialmente la misura, ma chiede che a tal fine non vengano utilizzate superfici agricole utili. Anche USS e Travail.Suisse auspicano il rispetto degli interessi di protezione di impiego. L’Unione svizzera delle arti e mestieri chiede l’inserimento nel piano direttore della geotermia. La misura viene categoricamente respinta dall’ASTAG e dall’HEV. L’AIHK accoglie con soddisfazione la creazione di un piano nazionale per lo sviluppo del potenziale, ma respinge un’ingerenza della Confederazione nella sovranità cantonale in materia di pianificazione.
VSHG osserva che la misura può essere attuata soltanto congiuntamente sui tre livelli: comunale,
cantonale e federale. La KGV accetterebbe un tale obbligo al massimo nel settore della forza idrica.
Una netta maggioranza dell’economia elettrica (tra cui Axpo, BKW, DSV, EWZ, regioGrid) approva la misura proposta. La definizione nel piano direttore viene rifiutata tra gli altri da KKBV che teme la comparsa di problemi come quelli verificatisi in Germania, e Repower che vede nella misura un ulteriore onere amministrativo. La misura viene respinta anche dall’ESI che vorrebbe mantenere inalterata l’autonomia dei Comuni e dei Cantoni in questo ambito. L’Ingenieurbüro für solare Entwicklung respinge la misura senza fornire alcuna motivazione. L’AES si astiene dal dare un parere sostenendo
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