Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine

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Grafico 1-2

Saldo migratorio (1970-2030)

L'andamento del saldo migratorio mostra l'intensità e la rapidità delle variazioni registrate da questo parametro in Svizzera. In pochi anni un'eccedenza migratoria di oltre 100 000 unità può scendere a un livello pari a zero o addirittura negativo, se il numero di emigranti supera quello degli immigranti. Nel 2008, con 184 000 immigranti a fronte di 86 000 emigranti, il saldo migratorio era di 98 000 persone, un valore quasi pari a quello del 1960. Già quattro anni più tardi, nel 2012, il saldo si era più che dimezzato, scendendo a 45 000 unità.

Nel calcolo delle prospettive finanziarie dell'AVS, il saldo migratorio è oggetto di particolare attenzione. Le entrate dell'assicurazione sono infatti notevolmente influenzate non solo dall'elevata volatilità della migrazione, ma anche dalla formazione e dall'attività lucrativa degli immigrati. Negli ultimi 20 anni, è immigrato un numero particolarmente alto di lavoratori ben qualificati. Di norma, questi conseguono un reddito elevato e di conseguenza versano all'AVS somme ingenti a titolo di contributi. Anche tenendo conto delle prestazioni cui avranno successivamente diritto, il saldo dei contributi a favore dell'AVS resta positivo. Il grafico seguente mostra il risultato di ripartizione dell'AVS, con e senza i contributi dei lavoratori immigrati. Senza questi ultimi, già nel 1992 il risultato di ripartizione sarebbe stato negativo e, mantenendo le stesse condizioni, da allora le uscite dell'AVS sarebbero state sempre superiori alle entrate. Neanche il punto percentuale IVA supplementare, destinato dal 1999 al Fondo di compensazione AVS, sarebbe stato sufficiente per compensare il risultato di ripartizione.