Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine

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Negli anni successivi, però, il PIL reale ha segnato un aumento significativo e la crescita, passata dal 2,5 al 3,6 per cento annuo, è risultata molto più accentuata che negli anni Novanta (v. grafico 1 sull'evoluzione del PIL). Questa crescita è stata alimentata in particolare dal settore finanziario, mentre negli stessi anni l'industria manifatturiera, fortemente orientata all'esportazione, poteva beneficiare dello sviluppo a livello internazionale. Alla fine del 2008, tuttavia, con l'inizio della crisi finanziaria ed economica provocata in particolare dalle perturbazioni nel settore finanziario, la crescita è scesa al di sotto del 2 per cento. Rispetto all'anno precedente, nel 2009 la produzione economica ha addirittura segnato un calo dell'1,9 per cento in termini reali.

Grafico 1-1

PIL in milioni di franchi

600'000 5.0%

4.0% 500'000

3.0% 400'000

2.0%

300'000 1.0%

0.0% 200'000

-1.0% 100'000

-2.0%

0 -3.0%

1980 1985 1990 1995 2000 20052010

Variazione in % PIL in millioni di franchi

Fonti: UST: 1990-2011, SECO: 1980-1989

In seguito alla crisi finanziaria ed economica mondiale del 2008, l'economia della maggior parte dei Paesi dell'OCSE è precipitata in una profonda recessione, a causa della rilevanza del commercio internazionale per questi Stati e dell'influenza relativamente significativa dell'intermediazione finanziaria nell'attività economica. Finora la Svizzera ha resistito alla crisi mondiale meglio dei suoi principali partner commerciali, grazie a una specializzazione settoriale in prodotti manifatturieri meno sensibili alle fluttuazioni congiunturali, al moderato indice d'indebitamento dei beneficiari di crediti nazionali nel settore non finanziario privato, alla capacità di resistenza del credito interno e alla mancanza di un ciclo edilizio. Anche l'intervento dello Stato e della Banca nazionale svizzera (BNS) a sostegno dell'UBS ha contribuito a limitare le ripercussioni negative della crisi. Il rischio che il settore pubblico possa subire perdite per il programma di recupero è moderato rispetto ad altri Paesi, nonostante l'influenza rilevante delle maggiori banche nell'economia. La Banca nazionale ha agito in modo decisivo per mantenere la liquidità sul mercato del credito interbancario, riportando vicino allo zero i tassi d'interesse sulle sue operazioni di pensione, contribuendo alla riduzione dei margini dei tassi sui prestiti inter-