Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine
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più importante di questo fenomeno riguarda l'evoluzione della produttività. L'incremento della produttività non solo incide favorevolmente sulle entrate dell'AVS, ma nel lungo periodo comporta anche un aumento delle rendite (mediante l'indice misto) e, in un periodo ancora più lungo, il diritto a rendite più elevate. In altre parole, sia il baby boom che la forte immigrazione registrata in Svizzera dal 2002 contribuiscono a entrate importanti per l'AVS e, quindi, a buoni risultati di ripartizione. Successivamente, però, l'effetto di questi due fattori si ribalterà, con ripercussioni negative per le finanze dell'AVS. Nemmeno un forte aumento della produttività potrebbe bastare di per sé a migliorare la situazione in misura sufficiente, poiché il debole tasso di natalità e l'aumento della speranza di vita continueranno ad incidere negativamente sulle finanze dell'assicurazione e il baby boom contribuirà notevolmente a questa evoluzione negativa.
1.8.2 Fattori determinanti per il pensionamento anticipato
L'aumento della speranza di vita e il progressivo pensionamento delle numerose coorti del baby boom determineranno un calo costante del numero di persone attive tra il 2015 e il 2035. La partecipazione al mercato del lavoro di una popolazione più anziana costituirà un fattore sempre più importante per assicurare la crescita e la stabilità dell'AVS. Se si vuole garantire la sopravvivenza della previdenza per la vecchiaia, occorre valorizzare maggiormente la presenza dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro svizzero.
Uno studio pubblicato nel 2012 mostra che tra i fattori principali che spingono le persone ad uscire dal mercato del lavoro tra i 58 e i 63/64 anni vi sono il desiderio di disporre di più tempo libero, motivi di salute, un licenziamento, un pensionamento obbligato o condizioni di lavoro insoddisfacenti22. La maggior parte delle persone che ha deciso di andare in pensione anticipatamente lo ha fatto per libera scelta. Tra gli incentivi di natura istituzionale, quelli che hanno influito maggiormente sulla scelta del prepensionamento sono state le disposizioni del 2° pilastro e la possibilità di riscuotere anticipatamente la rendita AVS. Le persone tra i 58 e i 63/64 anni sarebbero disposte, a determinate condizioni, a continuare a lavorare oltre l'età ordinaria di pensionamento; un quinto delle persone attive ha già previsto di farlo.
In linea generale, le imprese intervistate giudicano opportuno e necessario protrarre il rapporto di lavoro con i collaboratori anziani fino a che questi hanno raggiunto l'età ordinaria di pensionamento. I motivi principali per assumere collaboratori anziani sono l'interesse per le loro competenze e la necessità di garantire il passaggio delle conoscenze alle nuove leve. Condizioni di lavoro in funzione dell'età (in particolare modelli di lavoro flessibile, possibilità di diversificare l'attività lavorativa e attenzione agli aspetti legati alla salute) sono essenziali per continuare ad occupare persone con più di 58 anni. Tuttavia, la maggior parte delle imprese non persegue sistematicamente una politica del personale volta a promuovere l'occupazione dei lavoratori anziani. Inoltre, attualmente il reclutamento di questi ultimi è marginale rispetto ad altre strategie possibili, quali il reclutamento di lavoratori più giovani, donne o stranieri.
22 J. Trageser et al., «Altersrücktritt im Kontext der demografischen Entwicklung», in Beiträge zur Sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 11/12, Berna 2012 (disponibile in tedesco, con riassunto in italiano).