Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 40Fedlex · Rapporto esplicativo

2 Presentazione del progetto

2.1 Disposizioni concernenti il pensionamento

2.1.1 In generale

L’età di riferimento legale è soltanto uno dei fattori che incidono sul momento effettivo del pensionamento. Rivestono un ruolo importante anche altri fattori, quali le risorse e le scelte personali, la politica aziendale in materia di vecchiaia e di personale o la situazione sul mercato del lavoro. Questa constatazione ha trovato conferma negli studi intitolati «Altersrücktritt im Kontext der demographischen Entwicklung» e «Ältere Personen am Arbeitsmarkt: die Arbeitsmarktsituation der Personen ab 50 Jahren und der Übergang in den Ruhestand», realizzati nel contesto dei lavori preparatori31 (v. cap. 1.8). In effetti, gli studi citati evidenziano un considerevole divario tra il momento effettivo del pensionamento, vale a dire il momento in cui gli assicurati interrompono effettivamente l’attività lavorativa (64,1 anni per gli uomini e 62,6 anni per le donne) e l’età di pensionamento prevista dalla LAVS. Per varie ragioni, circa il 40 % dei lavoratori smette di lavorare prima di raggiungere l’età AVS, mentre un terzo prosegue l’attività lavorativa anche dopo. Questo terzo è composto per la maggior parte da lavoratori indipendenti (tre persone su quattro), lavoratori a tempo parziale e persone che occupano posti specifici. Nel confronto internazionale la Svizzera è tra i Paesi che presentano la quota più elevata di lavoratori anziani sul mercato del lavoro. Con l’andar degli anni, questa quota è aumentata, ma non ha ancora raggiunto l’età fissata dalla legge per la riscossione della rendita. In realtà, benché i lavoratori anziani si dichiarino disposti a prolungare l’attività lavorativa se il mercato continua a offrire condizioni propizie, le politiche aziendali in favore dei lavoratori anziani appaiono lacunose. Da parte delle imprese sembra comunque manifestarsi un interesse a impiegare lavoratori che hanno superato l’età di pensionamento in settori molto circoscritti, in particolare quando occorre assicurare il trasferimento di conoscenze e competenze. Le inchieste condotte presso le imprese e i lavoratori anziani mettono in luce un reale interesse a condizioni di pensionamento più flessibili, che consentano di meglio bilanciare attività professionale e pensionamento.32

Per molti assicurati, inoltre, questa volontà di flessibilizzazione è legittima, poiché spesso, per motivi di vario genere, le persone di una certa età stentano a rimanere nella vita attiva fino all’età di pensionamento. Per giunta, il diffondersi del lavoro a tempo parziale, in particolare tra le donne33, l'esercizio di più attività lavorative o il desiderio di andare in pensione gradualmente hanno cambiato le dinamiche del mercato del lavoro. Occorre pertanto prevedere sia nell'AVS sia nella previdenza professionale possibilità, del resto già offerta da numerosi istituti di previdenza, di un passaggio graduale al pensionamento. Il presente avamprogetto punta pertanto a coordinare le disposizioni della LAVS e della LPP per rendere più flessibile il regi-

31 J. Trageser et al., «Altersrücktritt im Kontext der demographischen Entwicklung», in: Beiträge zur Sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 11/12 (in tedesco, con riassunto in italiano); M. Kolly, Ältere Personen und Arbeitsmarktbeteiligung, in: Beiträge zur Sozialen Sicherheit – Materialband zum Forschungsbericht Nr. 11/12 (in tedesco).

32 Indicazioni tratte dallo studio Altersrücktritt im Kontext der demographischen Entwicklung, op. cit.

33 Il 58,5 % delle donne lavora a tempo parziale, mentre tra gli uomini la quota di lavoratori a tempo parziale è del 13,8 %. Fonte: RIFOS 2012, tempo pieno/tempo parziale, media annua.