Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine

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finanziaria degli istituti di previdenza, non ha tuttavia raggiunto il livello ottimale. Viste le prospettive descritte in precedenza, il rischio che gli istituti di previdenza si ritrovino in una situazione di copertura insufficiente resta del tutto realistico.

Evitare situazioni di copertura insufficiente e ridistribuzioni indesiderate

Le prospettive finanziarie mostrano non solo una situazione imprevista e non auspicata di copertura insufficiente negli istituti di previdenza, ma anche una ridistribuzione altrettanto indesiderata del capitale di risparmio individuale dagli assicurati attivi ai beneficiari di rendite. L'importo delle rendite già fissato è garantito. Per poter pagare le rendite garantite anche nelle fasi in cui i redditi da capitale sono troppo bassi, gli istituti di previdenza possono essere indotti a diminuire gli interessi corrisposti sui conti di risparmio degli assicurati attivi, se non addirittura a prelevare contributi supplementari a loro carico; un finanziamento supplementare può essere richiesto anche ai datori di lavoro. Il capitale di vecchiaia delle persone attive è remunerato con interessi troppo bassi e cresce conseguentemente in misura inferiore durante la fase di risparmio. Più durerà la fase di interessi bassi, più saranno massicce le perdite degli assicurati attivi sul loro capitale di vecchiaia. Un progetto di ricerca commissionato dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), attualmente in corso, dovrebbe fornire ulteriori dettagli sugli effetti di ridistribuzione20.

Poiché l'aliquota minima di conversione si applica solo nella previdenza professionale obbligatoria, se si diminuisce il tasso d'interesse corrisposto sulla parte sovraobbligatoria per coprire il fabbisogno di finanziamento di quella obbligatoria, si genera un'altra forma di ridistribuzione. In tal caso, la ripartizione avviene infatti tra il settore obbligatorio e quello sovraobbligatorio e non più direttamente tra i beneficiari di rendite e gli assicurati attivi.

Se un istituto di previdenza si trova in una situazione di copertura insufficiente, deve inoltre adottare misure di risanamento, che vanno a discapito delle persone attive e/o dei loro datori di lavoro, mentre le prestazioni dei beneficiari di rendite restano in larga misura tutelate.

1.8 Lavori preliminari

1.8.1 Generazione baby boom e AVS

Nel 2012 è stata svolta un'analisi approfondita per valutare le conseguenze del baby

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boom sull'AVS . Il baby boom, ovvero il periodo di forte natalità tra il 1942 e il 1973, costituisce un fenomeno demografico ben isolabile. Se attualmente la maggioranza delle coorti del baby boom contribuisce a migliorare il rapporto di dipendenza delle persone anziane rispetto a quelle attive, il progressivo pensionamento di tali generazioni perturberà decisamente questo equilibrio a partire dalla metà del decennio del 2020. In una prima fase, il fenomeno del baby boom dissimula dunque i cambiamenti strutturali demografici, ma in seguito ne potenzierà l'effetto. L'impatto

20 Progetto B13_03 – Studio di fattibilità sugli effetti di ripartizione nella previdenza professionale (disponibile in francese e in tedesco).

21 U. Müller et al., «Babyboom-Generation und AHV 2010–2060», in Beiträge zur Sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 9/12, Berna 2012 (disponibile in tedesco, con riassunto in italiano).