Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/60: Emendamenti allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale del 10 e 11 giugno relativi al crimine di aggressione e ai crimini di guerra · 11 pagine
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occasione dell’entrata in vigore degli emendamenti allo Statuto di Roma, si consideri la possibilità di riprendere tale fattispecie penale nel diritto del nostro Paese.
L’ASM, pur manifestando di comprendere gli scrupoli a livello pratico (soprattutto in relazione con la politica di neutralità) nel procedere all’attuazione nazionale, ritiene che rinunciarvi presenti degli aspetti problematici: la punibilità di un comportamento non dipende infatti dalla probabilità del suo realizzarsi, quanto piuttosto dalla sensibilità e dalla volontà della popolazione in materia di politica criminale. Di qui la necessità di provvedere a un’attuazione nazionale per ragioni di coerenza.
Anche l’ES mostra comprensione per l’atteggiamento cauto del Consiglio federale, ma fa presente che si dovrebbe osare il passo verso l’ignoto se l’obiettivo è creare un effetto deterrente nei confronti dei potenziali aggressori e offrire protezione a persone innocenti.
5.2.2. Pareri favorevoli a una rinuncia all’attuazione
Sono in tutto otto i partecipanti alla consultazione che hanno espresso esplicitamente il proprio accordo nei confronti della rinuncia a un’attuazione nazionale, argomentando che è opportuno stare a vedere innanzitutto quali sono le conseguenze a livello internazionale e qual è l’approccio scelto dagli altri Stati (JU, SO, CAIS, PLR), che il crimine è di carattere internazionale (VD, ZH, CAIS) e che esso si differenzia dalle altre fattispecie contemplate dallo Statuto di Roma e come tale richiede una maggiore cautela (PLR). Secondo AG una norma nazionale di diritto penale non è né auspicabile né necessaria e dovrebbe eventualmente essere attribuita alla giurisdizione federale. OW ritiene positiva la rinuncia pur non motivando la sua posizione. ZH e la CAIS ricordano che la rinuncia non compromette in alcun modo la cooperazione con la Corte penale. La rinuncia proposta dal Consiglio federale viene accettata tacitamente da 25 dei partecipanti alla procedura di consultazione.
6. Emendamenti relativi ai crimini di guerra
6.1. Ratifica
Tutti e 38 i partecipanti alla procedura di consultazione accolgono con favore la ratifica degli emendamenti allo Statuto di Roma relativi ai crimini di guerra.
L’argomentazione addotta con maggiore frequenza è che per le vittime, così come per la gravità del reato, è irrilevante che le azioni incriminate siano state commesse nell’ambito di un conflitto armato internazionale o non internazionale, il che fa sì che si imponga un ravvicinamento dello Statuto di Roma (AG, GE, JU, SO, UR, USAM, PLR, UDC, CP). La penalizzazione servirebbe poi a proteggere la popolazione civile (GE, SO, TI, ES, UDC, TRIAL) e sarebbe