Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/60: Emendamenti allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale del 10 e 11 giugno relativi al crimine di aggressione e ai crimini di guerra · 11 pagine

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nel diritto penale svizzero, mentre gli emendamenti relativi ai crimini di guerra sono già presenti nel diritto penale nazionale.

4. Risultati principali

Dei 38 partecipanti alla procedura di consultazione che hanno presentato un parere, quasi tutti (36) si dicono favorevoli alla ratifica degli emendamenti relativi sia al crimine di aggressione sia ai crimini di guerra. Soltanto due partecipanti si sono espressi contro la ratifica da parte della Svizzera degli emendamenti relativi al crimine di aggressione. La stragrande maggioranza dei partecipanti approva esplicitamente (8) o tacitamente (25) la rinuncia ad adeguare il diritto penale nazionale in relazione al crimine di aggressione.

Tutti i 22 Cantoni che si sono espressi sull’oggetto della consultazione (AI, AG, AR, BL, BS, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SO, TG, TI, UR, VD, VS, ZG, ZH) accolgono con favore la ratifica di entrambi gli emendamenti allo Statuto di Roma. Dello stesso avviso è anche la CAIS.

Tutti i partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale che hanno risposto alla consultazione (PPD, PEV, PLR, PS, UDC) si esprimono positivamente nei confronti della ratifica.

Delle associazioni mantello, organizzazioni e altre cerchie interessate che si sono espresse nel merito della questione, la stragrande maggioranza accoglie con favore la ratifica. Si oppongono alla ratifica dell’emendamento relativo al crimine di aggressione soltanto l’USAM e il CP, ritenendo che si tratti di un’azione prematura o addirittura controproducente. L’emendamento relativo ai crimini di guerra incontra invece il favore generale.

Cinque partecipanti alla consultazione mostrano posizioni critiche o tendenzialmente critiche nei confronti dell’intesa rinuncia ad adeguare il diritto penale nazionale in relazione al crimine di aggressione. A esprimere disaccordo è in particolare la Coalizione svizzera per la Corte penale internazionale, che rappresenta dieci organizzazioni. La rinuncia all’attuazione a livello nazionale è al contrario accolta esplicitamente con soddisfazione da otto partecipanti e accettata tacitamente da 25 di essi.