Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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Anche nella variante Ridistribuzione pro capite alle economie domestiche, riduzione
dell’imposta sull’utile e riduzione dei contributi AVS (var. 8) si constata un effetto leggermente positivo sul benessere. Gli effetti sull’occupazione sono invece leggermente negativi. Infine, si hanno effetti negativi anche sul PIL.
Le varianti che hanno le ripercussioni più negative sono la ridistribuzione pro capite alle economie domestiche private e riduzione dei contributi AVS / AD (var. 6a e var. 6b) nonché la ridistribuzione pro capite alle economie domestiche private e riduzione dell’imposta sull’utile (var. 6). Entrambe comportano per il PIL perdite maggiori in termini di occupazione rispetto alle altre varianti.
Effetti distributivi
Dall’analisi degli effetti distributivi emerge la relazione di trade off tra gli effetti distributivi e quelli di efficienza, già constatata nelle varianti principali. Gli effetti distributivi più regressivi si verificano nella riduzione dell’imposta sul reddito e riduzione dell’imposta sull’utile (var. 10). Sebbene siano più contenuti, gli effetti della riduzione dei contributi AVS e riduzione
dell’imposta sull’utile (var. 7) sono comunque regressivi. Tutte le varianti che prevedono una ridistribuzione pro capite alle economie domestiche private conseguono risultati migliori in relazione agli effetti di distribuzione. La variante 8 (ridistribuzione pro capite alle economie domestiche private, riduzione dell’imposta sull’utile e riduzione dei contributi AVS) presenta infatti effetti distributivi proporzionali per le famiglie con figli, effetti leggermente regressivi per le economie domestiche senza figli e effetti un po’ più negativi e regressivi per le economie domestiche composte da pensionati.
Le varianti 6a, 6b e 9 sono le uniche a riportare effetti distributivi proporzionali. In determinati casi le economie domestiche con figli beneficiano al netto di un sistema di incentivazione. Nella variante 9 le ripercussioni leggermente negative per le economie domestiche senza figli e per i pensionati sono pressoché simili. Nelle varianti 6a e 6b le economie domestiche composte da pensionati subiscono ripercussioni negative. Rispetto a una riduzione dei contributi AVS (var. 6a), una riduzione dei contributi AD (var. 6b) comporta che le economie domestiche composte da persone che esercitano un’attività lucrativa e percepiscono un reddito basso siano sgravate in misura modesta e le economie domestiche appartenenti al
20 per cento della fascia di reddito più alta nonché le economie domestiche composte da pensionati siano gravate in misura leggermente superiore.
La ricerca della neutralità della distribuzione
Nel quadro di un’ulteriore analisi sono state esaminate le varianti che permettono di conseguire un effetto della ripartizione possibilmente equilibrato sulle economie domestiche (Ecoplan 2013, cap. 5). Se la ridistribuzione di una tassa sull’energia deve essere impostata in modo possibilmente neutrale sotto il profilo della distribuzione, nell’ambito della riduzione dei contributi AVS /AD la quota della ridistribuzione pro capite alle economie domestiche private deve ammontare almeno al 40 per cento. Combinata con una riduzione dell’imposta federale diretta per le persone giuridiche e/o fisiche, la quota della ridistribuzione pro capite alla popolazione dovrebbe essere chiaramente maggiore, ovvero essere almeno compresa tra il 50 e il 60 per cento.