Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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re e non è possibile affermare in generale se i programmi di promozione inducano al netto un incremento o un calo dell’occupazione.
L’esenzione dei settori con un elevato consumo energetico da tributi consente di evitare conseguenze strutturali. Questa constatazione vale anche per le pure tasse di finanziamento, che non mirano all’auspicato effetto di incentivazione della politica energetica.
Tra i criteri di esenzione manca comunque la condizione dell’esposizione alla concorrenza internazionale. Di conseguenza, in una certa misura potrebbero ottenere l’esenzione anche imprese che non rischiano di essere penalizzate dal punto di vista della competitività.
I supplementi sui costi di trasporto delle reti ad alta tensione hanno una destinazione vincolata e quindi non sono a disposizione per l’adempimento di altri compiti dello Stato. Questo aspetto risulta problematico per ragioni di politica di regolamentazione e di politica finanziaria. I vincoli posti alla destinazione delle entrate restringono il margine di manovra per la definizione delle priorità della politica finanziaria, ostacolano la ripartizione efficiente delle risorse pubbliche e quindi riducono in definitiva l’efficienza dello Stato. Il finanziamento delle misure di promozione dovrebbe pertanto avvenire nell’ambito del preventivo ordinario dello Stato.
1.2.3 Effetti distributivi/cerchie interessate
Il minor gettito dovuto all’esenzione è compensato dagli altri consumatori di elettricità e provoca dunque un aumento del loro onere fiscale. Gli aumenti delle tasse sull’elettricità tendono a sviluppare un effetto regressivo, ossia a gravare in misura relativamente maggiore sulle economie domestiche a basso reddito.
Oggi gli effetti distributivi sono però piuttosto modesti, poiché l’esenzione è concessa soltanto a un numero molto ristretto di imprese con un elevato consumo di elettricità (ca. 30) e l’importo rimborsato ammonta soltanto a 4,2 milioni di franchi (rapporto finale BDO, dicembre 2010).
1.3 Costi di esecuzione
Le imprese presentano annualmente una domanda di rimborso all’UFE. Sulla base della domanda, l’UFE verifica con l’aiuto di specialisti esterni il rapporto tra i costi dell’elettricità e il plusvalore lordo (intensità di impiego dell’energia elettrica). Gli stessi specialisti calcolano anche l’ammontare del rimborso.
L’UFE riceve annualmente tra 35 e 40 domande di rimborso. L’onere dell’Ufficio per l’esame di queste domande si aggira attorno alle 150 ore di lavoro. A queste si aggiungono circa 220 ore fatturate dalla società fiduciaria, di revisione e di consulenza esterna (BDO) (per un costo di ca. fr. 50 000) e circa 30 ore fatturate da Swissgrid. Il dispendio totale in termini di tempo si aggira dunque attorno alle 400 ore, ossia all’incirca al 25 per cento di posto di lavoro.
1.4 Compatibilità con il diritto internazionale
Attualmente la SECO sta esaminando la compatibilità delle diverse norme che disciplinano