Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine

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gressivi per tutti i tipi di economie domestiche.

Una riduzione dei contributi AVS (var. 4) comporta per tutti i tipi di economie domestiche leggeri utili in termini di benessere, ripartiti in modo relativamente equo. Costituiscono

un’eccezione le economie domestiche composte da pensionati, che a seguito di una riduzione dei contributi AVS subiscono tutte ripercussioni negative. Inoltre, nel caso delle economie domestiche composte da pensionati emergono ulteriori effetti distributivi regressivi, mentre nel caso degli altri tipi di economie domestiche gli utili in termini di benessere sono ripartiti in modo da solo leggermente regressivo a proporzionale. Subiscono effetti leggermente negativi le economie domestiche senza figli che appartengono al 20 per cento della fascia di reddito più bassa.

Una tassa sull’energia in combinazione con una riduzione dell’imposta sull’utile (var. 5) presenta effetti distributivi fortemente regressivi per tutti i tipi di economie domestiche.

In sintesi si può constatare che:

ad eccezione della ridistribuzione pro capite alle economie domestiche private (v.1), tutte le altre varianti di un sistema di incentivazione esaminate (var. 2–5) presentano effetti distributivi regressivi più o meno forti;

nel caso delle economie domestiche composte da persone che esercitano un’attività lucrativa, la riduzione dei contributi AVS (var. 4) è più o meno neutra. Risultano invece effetti regressivi per le economie domestiche composte da pensionati;

un sistema di incentivazione impostato in maniera pressoché neutrale sotto il profilo della distribuzione deve quindi comprendere, sotto una forma qualsiasi, una ridistribuzione pro capite alle economie domestiche private;

tra gli obiettivi «efficienza» e «neutralità della distribuzione» di un sistema di incentivazione esiste una relazione di trade off, ovvero una situazione in cui occorre trovare un compromesso tra due obiettivi contrapposti tra loro.

Discussione delle varianti miste

Ripercussioni per il benessere, il PIL e l’occupazione

L’analisi delle varianti miste è stata svolta con l’intento di trovare una variante che permetta di raggiungere un rapporto per quanto possibile equilibrato tra gli effetti di efficienza e gli effetti distributivi.

Nel complesso, la variante Riduzione dell’imposta sul reddito e riduzione dell’imposta

sull’utile (var. 10) comporta le ripercussioni più positive sull’economia. Permette infatti di conseguire utili in termini di benessere e di occupazione. Inoltre, nella variante in questione gli effetti leggermente negativi sul PIL sono inferiori rispetto alle altre varianti (var. 6a e var. 6b–var. 9).

La seconda variante migliore è la riduzione dei contributi AVS e riduzione dell’imposta sull’utile (var. 7). In questo caso si hanno utili esigui in termini di benessere ed effetti neutri sull’occupazione. Le ripercussioni negative sul PIL sono maggiori rispetto alla variante 10, ma più lievi rispetto a tutte le altre varianti.