Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine

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La valutazione degli effetti economici di un sistema di incentivazione si basano su uno studio di Ecoplan (Ecoplan 2012, cap. 4 e 5). L’analisi affronta in primo piano gli effetti delle diverse varianti di impiego (ridistribuzione a economie domestiche e imprese o riduzione di imposte e tasse) sull’efficienza economica, da un lato, e sulla ripartizione del reddito, dall’altro. Gli effetti economici vengono calcolati in base al benessere economico in generale, al prodotto interno lordo (PIL) e all’occupazione73. Vengono descritti gli effetti di ripartizione per 15 gruppi di economie domestiche – suddivise in economie domestiche con attività lavorativa con o senza figli e pensionati. L’Allegato 2 presenta una breve panoramica dei risultati principali dello studio Ecoplan concernente le varianti di impiego, basata sullo scenario «Misure politiche del Consiglio federale».

6.2.1 Ridistribuzione a economie domestiche private e a imprese

Una delle varianti consiste nel ridistribuire le entrate di una tassa sull’energia alla popolazione e alle imprese. Persone singole e imprese con basso consumo energetico vengono ricompensate in quanto viene loro ridistribuito più denaro di quanto ne abbiano versato sotto forma di tasse sull’energia. La ridistribuzione è analoga a quella relativa alla tassa sul CO2 e alla tassa sui COV74. Alle economie domestiche private le tasse vengono rimborsate pro capite tramite le casse malati, e alle imprese proporzionalmente alla massa salariale AVS tramite la casse di compensazione75.

Nel caso della ridistribuzione pro capite, ogni persona residente in Svizzera riceve lo stesso contributo. Ciò è tendenzialmente positivo per le famiglie a basso reddito con figli. La ridistribuzione pro capite è progressiva. Uno svantaggio della ridistribuzione attraverso le casse malati è costituito dal fatto che nei periodi in cui i premi delle casse malati aumentano, essa non viene praticamente percepita, in particolare nel caso di tasse relativamente basse. Appena il gettito della tassa sull’energia cresce e la ridistribuzione comporta una sensibile diminuzione dei premi delle casse malati, ciò potrebbe determinare una distorsione dei prezzi nel settore della sanità e attenuare in alcuni casi la pressione per ottenere delle riforme.

Nella ridistribuzione alle imprese in base alla massa salariale AVS attraverso le casse di compensazione, si tende a favorire le imprese a forte intensità di capitale rispetto alle imprese con molta manodopera.

La riscossione della tassa e la ridistribuzione alla popolazione attraverso le casse malati e alle imprese attraverso la casse di compensazione non incidono sul bilancio: i proventi della tassa sull’energia vengono ridistribuiti alle economie domestiche e alle imprese. Tuttavia, la

73 Il concetto di benessere economico designa in economia politica una grandezza per valutare le possibili alternative d’intervento. Il benessere economico di un’economia è costituito fondamentalmente dall’aggregazione dell’utilità (consumo e tempo libero) dei singoli individui. L’utilità di una persona è quantificabile, ad esempio, in base alla sua disponibilità a pagare. Il PIL serve quale indicatore dell’efficienza economica.

74 La tassa sui COV è una tassa di incentivazione per la riduzione delle emissioni dei composti organici volatili («volatile organic compounds»,VOC).

75 Nella tassa sul CO2, i proventi della tassa sono ripartiti tra economie domestiche e imprese in rapporto ai rispettivi contributi al gettito (onere fiscale formale). Un’alternativa possibile sarebbe un orientamento basato sull’incidenza fiscale, vale a dire secondo chi paga e si fa carico della tassa effettivamente, dopo il trasferimento dell’onere fiscale. Nello studio di Ecoplan sono state fatte analisi sugli effetti distributivi presso una parte della ridistribuzione pro capite alle economie domestiche del 40/50/60/70 e 80 per cento. Dalle analisi risulta che almeno il 40 per cento delle entrate di una tassa sull’energia dovrebbe essere ridistribuita pro capite alle economie domestiche, a condizione che l’effetto regressivo della tassa sull’energia sia compensata.