Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine

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6.3 Valutazione delle varianti di impiego

Qui di seguito vengono valutate comparativamente le varianti di impiego dei proventi discusse in dettaglio nel numero 6.2 in base alle loro ripercussioni sull’efficienza economica, ai loro effetti distributivi e ai criteri della neutralità di bilancio e per quanto concerne l’aliquota fiscale. Un’esecuzione semplificata e la trasparenza sono a loro volta fattori importanti. Infine saranno valutate sinteticamente le varianti di impiego.

Efficienza economica

Dal punto di vista dell’efficienza, le riduzioni di imposte e tasse quali varianti di impiego sono da privilegiare rispetto alla ridistribuzione alle economie domestiche e alle imprese. Grazie alle riduzioni, i costi di realizzazione degli obiettivi climatici ed energetici vengono mantenuti possibilmente bassi. Le analisi relative alle ripercussioni economiche mostrano che per quanto concerne la crescita economica, l’occupazione e il benessere, le riduzioni di imposte e tasse sono più utili che non la ridistribuzione alle economie domestiche (pro capite) e alle imprese (in base alla massa salariale AVS). Nelle varianti di ridistribuzione discusse, il benessere viene incrementato dall’introduzione di un sistema di incentivazione, nonostante nell’analisi gran parte delle ripercussioni positive sul clima e sull’ambiente non venga considerata. Le analisi rivelano altresì che nell’insieme le ripercussioni sul PIL, sull’occupazione e sul benessere sono minime, così come le differenze tra le varianti di ridistribuzione. Se mettiamo in primo piano l’effetto sull’occupazione e il benessere, le aliquote dell’imposta federale diretta delle persone fisiche andrebbero ridotte.

Effetto distributivo

Con un impiego dei proventi basato esclusivamente su un canale, non è possibile ottenere alcun effetto distributivo pressoché neutrale. La ridistribuzione alle economie domestiche private pro capite è progressiva, mentre tutte le riduzioni di imposte e tasse sono più o meno fortemente regressive. Un sistema di incentivazione impostato sulla quasi totale neutralità distributiva deve, di conseguenza, prevedere in qualche forma una ridistribuzione pro capite alle economie domestiche private. Dal punto di vista distributivo, la quota che deve necessariamente essere ridistribuita alle economie domestiche è tanto più elevata quanto più regressivo è l’impatto dell’altro canale di impiego. La riduzione dell’imposta federale diretta delle persone fisiche è caratterizzata da effetti fortemente regressivi. La diminuzione delle aliquote di contribuzione AVS/AD e dell’aliquota dell’imposta federale diretta delle persone giuridiche ha pure un effetto regressivo, ma più attenuato. Se l’obiettivo da raggiungere è la quasi totale neutralità distributiva, nella diminuzione dei contributi AVS/AD la quota della ridistribuzione pro capite alle economie domestiche deve ammontare almeno al 40 per cento. In relazione a una diminuzione dell’imposta federale diretta per le persone giuridiche e/o fisiche, la quota di ridistribuzione pro capite alla popolazione dovrebbe essere nettamente più elevata, secondo le stime tra il 50 e il 60 per cento (Ecoplan 2013, n. 5.5).

Neutralità di bilancio

Nella ridistribuzione alle economie domestiche private (pro capite) e alle imprese (in base alla massa salariale AVS) è relativamente semplice garantire la neutralità di bilancio. I proventi della tassa sull’energia affluiscono nelle casse federali e vengono ridistribuiti, dedotti i costi di esecuzione, alle economie domestiche e alle imprese. Se la ridistribuzione avviene