Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/14: Revisione dell'ordinanza concernente gli espatriati (Oespa) · 10 pagine

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Riassunto

Nel quadro dell’indagine conoscitiva, sono pervenuti complessivamente 43 pareri. La

maggior parte dei Governi cantonali e la Conferenza dei direttori delle finanze approvano le proposte di modifica. La maggioranza dei partiti politici e delle associazioni/organizzazioni vi si oppongono. Molti oppositori criticano le modifiche considerandole troppo restrittive ed esprimono timori circa le conseguenze sull’attrattiva economica della Svizzera. Altri

oppositori respingono il principio stesso su cui è fondata l’Oespa e chiedono la sua

abrogazione, ritenendo che permetta deduzioni ingiustificate.

Per quanto concerne gli articoli modificati, la maggioranza dei partecipanti all’indagine conoscitiva accoglie favorevolmente la definizione dettagliata di espatriato. Secondo gli oppositori alla modifica le limitazioni del campo di applicazione non sono necessarie,

comportano difficoltà segnatamente nel reclutamento di personale qualificato e provocano un impatto negativo sull’attrattività economica della Svizzera.

Le precisazioni concernenti le spese professionali particolari vengono ampiamente accettate dai Governi cantonali, ma contestate dalle associazioni e organizzazioni a causa delle restrizioni sovradimensionate. Alcuni partecipanti, fondandosi sulla perizia dell’Ufficio

federale di giustizia (UFG), ritengono che la deducibilità delle spese di trasloco e delle spese scolastiche per i figli minorenni è problematica e non dispone di una base legale sufficiente.

Alcune associazioni si oppongono alle modifiche delle istruzioni per la compilazione del certificato di salario e appoggiano lo status quo. L’argomento principale addotto è che le modifiche comporterebbero, per i datori di lavoro, un sovraccarico di lavoro inutile.

L’abrogazione della circolare del 7 aprile 1988 dell’AFC sui contributi scolastici versati da imprese internazionali per l’istruzione dei figli di dipendenti stranieri è approvata da un’ampia maggioranza. Soltanto due associazioni vi si oppongono e rivendicano lo status quo.