Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/173: Proroga della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est · 7 pagine

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3. Visione d’insieme

Dei 44 partecipanti, 29 sono favorevoli alla proposta e hanno risposto positivamente almeno ai primi tre dei quattro quesiti (AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, LU, NE, NW, OW, SG, SH,

SO, SZ, TG, UR, VS, ZH; PES, PPD, PS; CP, ES, FER, SIC, SAB, TS, USS).

Nove partecipanti sono contrari alla proposta, ma per motivi molto diversi. Le sette

organizzazioni non governative attive nel campo della politica di sviluppo auspicano la separazione della base legale su cui poggia il contributo all’attenuazione delle disparità economiche e sociali nell’UE allargata da quella per l’aiuto alla transizione con gli Stati dell’Europa dell’Est e suggeriscono che quest’ultimo sia trasferito alla legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali a partire dal 2017. L’USAM è scettica mentre l’UDC è contrario sia al proseguimento della cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est sia al contributo all’allargamento.

Sei partecipanti hanno rifiutato di prendere posizione, o per mancanza di capacità (ACS,

UCS) o perché la cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est rientra nelle competenze della Confederazione (GL, GR, TI) o ancora perché i negoziati con l’UE non avranno buon esito (PLR).

4. Risultati dettagliati della consultazione

4.1 Cantoni

Esclusi i tre Cantoni che rinunciano a prendere posizione perché ritengono che la cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est sia compito della Confederazione (GL, GR e TI), la totalità dei Cantoni partecipanti è favorevole al prolungamento della validità della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est. Alcuni Cantoni (AG, FR, LU, NE, SO, SZ) sottolineano che la cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est contribuisce a mantenere la pace e la stabilità in Europa e crea opportunità commerciali. Gli interventi di cooperazione, dunque, non vanno soltanto a beneficio dei Paesi destinatari, ma rispondono anche agli interessi della Svizzera e si inseriscono nella sua tradizione umanitaria. Alcuni Cantoni (AG, BE, FR, SG, SZ, ZH) sono favorevoli alla proroga della base legale su cui poggia il contributo all’allargamento, considerando in particolare il suo impatto positivo sui negoziati in corso con l’UE. Altri Cantoni (SH, UR) ritengono che il prolungamento della base legale non anticipi la questione della concessione di mezzi finanziari e sostengono la posizione del Consiglio federale secondo cui la decisione relativa a un eventuale contributo futuro all’allargamento dipenderà dall’esito dei negoziati bilaterali e dall’evoluzione delle relazioni complessive tra la Svizzera e l’UE. A tal proposito, un Cantone (SZ) richiede che si valorizzi il contributo svizzero in sede negoziale e lo si rapporti a controprestazioni da parte dei partner. Un Cantone (BL) sottolinea che le crisi in Ucraina, Bielorussia e Ungheria sono il risultato del mancato raggiungimento degli obiettivi posti con l’aiuto alla transizione e lamenta la mancanza di una valutazione dei risultati raggiunti grazie alla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est su cui fondare il proprio parere sull’estensione della base legale. Un altro Cantone (FR) auspica che il sostegno agli Stati dell’ex Unione sovietica non si tramuti in una fonte potenziale di conflitto con la Russia. Due Cantoni (NW, SG) menzionano il sostegno che essi stessi hanno fornito ad alcuni Paesi dell’Europa dell’Est.

Due Cantoni (BE, UR) sono favorevoli al prolungamento della legge federale in questione, ma non prendono posizione sui quattro quesiti posti dal Consiglio federale, visto che la cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est rientra nelle competenze della Confederazione.

Diciassette Cantoni (AG, AI, BE, BL, BS, FR, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, SZ, TG, VS, ZH) rispondono affermativamente ai primi tre quesiti; un Cantone (AI) desidera limitare la proroga soltanto al 2020 allo scopo di effettuare una valutazione alla luce dell’evoluzione delle relazioni complessive con l’UE.

Pur senza obiezioni di principio circa il trasferimento dell’aiuto alla transizione alla legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali a partire dal 2025, quattro Cantoni (AG, SG, SO e VS) ritengono che sia prematuro prendere ora una tale