Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/173: Proroga della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est · 16 pagine
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Rapporto esplicativo sul prolungamento della validità della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est
Compendio
Le sfide di transizione con le quali sono confrontati i Paesi dell'Europa dell’Est e della Comunità degli Stati Indipendenti richiedono di proseguire il sostegno della Confederazione. Con la presente viene proposto di prolungare la durata della base legale per la cooperazione con i Paesi dell’Europa dell’Est. Tale misura consente il proseguimento della cooperazione con i Paesi dell’Europa dell’Est e dell'ex Unione sovietica.
In seguito alla caduta del muro di Berlino, venticinque anni fa, e al crollo dell'Unione sovietica, i Paesi dell'Europa dell'Est e della Comunità di Stati indipendenti (CSI) hanno intrapreso una serie di riforme radicali (denominate col termine «transizione») destinate a condurli verso la democrazia pluralista e l’economia di mercato. I Paesi ex socialisti partivano da punti di partenza diversi e diverso è stato il ritmo al quale sono state attuate le trasformazioni. Ne è derivata una chiara differenziazione. Undici Paesi dell'Europa centrale ed orientale hanno aderito all'Unione europea: la prospettiva dell’adesione e del sostegno dell'UE e di altri donatori sono stati un incentivo per la realizzazione delle riforme. Al contrario, i Paesi dei Balcani e i Paesi membri della CSI in Europa, nel Caucaso del Sud e nell’Asia centrale sono lungi dall'avere completato il processo di transizione, a causa di conflitti che hanno ritardato i programmi di riforma, o di potenti gruppi d'interesse che si sono appropriati delle trasformazioni a loro vantaggio o perché, a causa delle crisi finanziarie ed economiche abbattutesi sulla regione nel 1998 e negli anni 2008-2010 le priorità si sono modificate.
Attraverso la cooperazione con l'Europa dell'Est la Svizzera vuole contribuire a consolidare la stabilità e la pace in Europa e creare prospettive positive di sviluppo nonché condizioni propizie al commercio e agli investimenti. Questi Paesi, tuttavia, si trovano ancora a fronteggiare importanti sfide di transizione che toccano la sfera politica (pluralismo, Stato di diritto, integrità dei processi elettorali), economica (clima imprenditoriale, corruzione, concorrenza) e sociale (inclusione). La creazione o il rafforzamento delle istituzioni che accompagnano e sostengono un'economia sociale di mercato e un sistema politico pluralista, né al centro dell'agenda ancora incompiuta della transizione.
La Svizzera coopera con i Paesi dell'Europa dell'Est dall'inizio degli anni 1990. Il Parlamento ha approvato crediti quadro per l'aiuto alla transizione che ammontano a 5,595 miliardi di franchi. Nei Paesi diventati membri dell'Unione europea nel frattempo, il contributo della Svizzera all'attenuazione delle disparità economiche e sociali nell'Europa allargata ha preso il posto del sostegno alla transizione. I programmi attuati dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) nei rispettivi settori di competenza hanno apportato un contributo allo sforzo di transizione che è stato molto apprezzato dai Paesi partner. Il contributo all'allargamento è la manifestazione tangibile della partecipazione solidale della Svizzera all'edificazione di un'Europa più stabile e prospera.
La cooperazione con gli Stati dell'Europa dell’Est si basava inizialmente su un decreto federale approvato dal Parlamento nel 1995 per un periodo di dieci anni. A questo provvedimento ha fatto seguito la legge federale del 24 marzo 2006 sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell’Est (LF Est) adottata dalle Camere federali e successivamente approvata dal popolo alla fine del 2006. Questa legge è entrata in vigore il 1ogiugno 2007, sempre per un periodo di dieci anni, e ha creato la base legale per il contributo della Svizzera all'attenuazione delle disparità economiche e sociali dell'Europa allargata.
Questa legge si è affermata e i suoi principi ed obiettivi rimangono validi. Viste le persistenti sfide di transizione nei Paesi in cui opera la cooperazione svizzera (Paesi dei Balcani e della CSI), il Consiglio federale richiede di proseguire con la legge, senza ulteriori modifiche, fino alla fine del 2024. Dopo questa data, il sostegno alla transizione dovrebbe concentrarsi su Paesi che sono