Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/34: Modifica dell'ordinanza concernente la legge sul credito al consumo (adeguamento del tasso d'interesse massimo) · 12 pagine
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Il sistema attuale ha dato buoni risultati. Il mercato funziona e si regola da solo
(Accarda, Aduno, ASA, athleticum, auto-suisse, Bank-now, CI CDS, Coop, CS, Globus, Jumbo, kf, Manor, SRF, SW/PS, UBS, UPSA).
Non è comprovata alcuna necessità di disciplinamento (Accarda, Aduno, ASBCEF,
ASSL, athleticum, auto-suisse, Bank-now, Cembra, CP, CS, economiesuisse, EFLA, Globus, HKBB, CI CDS, Coop, Jumbo, Manor, SRF, SwissBanking, UBS, UPSA) come ribadito anche nelle raccomandazioni del gruppo di esperti (Brunetti II) istituito dal Consiglio federale per sviluppare la strategia in materia di mercati finanziari (Bank-now, CS, EFLA).
Contrariamente a quanto riportato nel rapporto esplicativo del Consiglio federale, il volume
dei crediti è calato negli ultimi anni (ASVAD, CI CDS, Globus).
Solamente il 6,5 per cento dei crediti al consumo è concesso a giovani di età compresa tra
i 18 e i 24 anni; pertanto non è plausibile invocare la protezione dei giovani dall’indebitamento eccessivo a sostegno della riforma (AEPM, USAM).
Conseguenze negative della revisione proposta
La revisione proposta rappresenta una notevole limitazione della libertà economica
(Accarda, Aduno, ASBCEF, auto-suisse, Bank-now, CS, economiesuisse, HKBB, SW/PS, UPSA) e della libertà di decisione del consumatore (athleticum, AEPM, CS, Jumbo, Manor).
Manca uno studio sulle conseguenze del previsto inasprimento della normativa
(Accarda, Aduno, ASBCEF, ASSL, auto-suisse, Bank-now, Cembra, CP, CS, economiesuisse, EFLA, HKBB, SwissBanking, UBS, UPSA).
Un margine del 10 per cento è insufficiente per coprire le spese e non tiene conto
dell’aumento dei costi in materia di concessione dei crediti, in particolare a causa delle nuove esigenze legate alla normativa (Accarda, ASSL, Bank-now, Cembra, CS, Globus, Swissbanking, UBS).
La nuova normativa avrà ripercussioni negative sui privati e l’economia in generale; in
particolare ridurrà i consumi e porterà alla chiusura di diversi istituti di credito
(AEPM, ASA, ASSL, auto-suisse, Cembra, economiesuisse, HKBB, Jumbo, KARTAC, Manor, Swissbanking, UBS, UPSA).
Se il tasso d’interesse massimo viene abbassato al 10 per cento, è molto probabile che il
mercato dei crediti registri una perdita compresa tra i 2 e i 2,5 miliardi (sui 7,5 attuali) (auto-suisse, economiesuisse, SW/PS, USAM, UPSA).
Essendo il mercato delle carte di credito particolarmente toccato, sarebbe opportuno
tener conto delle sue particolarità (CS, HKBB, Swissbanking, UBS). Inoltre, contrariamente agli emittenti internazionali, che guadagnano sui tassi di cambio e le commissioni interbancarie (interchange fees), per gli emittenti di carte di credito private label dei negozi gli interessi sono una delle poche fonti di entrata (Globus). Abbassare il tasso d’interesse massimo danneggerebbe soprattutto gli istituti più piccoli e quelli che offrono carte di credito gratuite (ASBCEF).