Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/60: Strategia Reti elettriche · 49 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la legge federale sulla trasformazione e l’ampliamento delle reti elettriche
approvazione dei piani divide i partecipanti: AG, SG, PPD, PES, Gruppo svizzero per le regioni di montagna, Unione Svizzera dei Contadini, Unione svizzera delle arti e mestieri, Unione sindacale svizzera, 13 partecipanti dell’economia elettrica (tra cui AES), la metà del settore industria e servizi, FFS, Unione professionale svizzera dell’automobile, Associazione svizzera dei proprietari immobiliari, Fondazione svizzera della Greina, Accademia svizzera delle scienze tecniche, Società Svizzera per la Geotermia, Umweltfreisinnige SG e Dachverband Elektrosmog rifiutano l’articolo di legge. I motivi addotti sono i possibili conflitti d’interesse, la perdita di know-how e i costi elevati. Le procedure di approvazione dei piani inoltre sono considerate un compito sovrano dell’UFE che è tenuto a svolgerle in quanto autorità neutrale.
Tra i sostenitori di questa disposizione vi sono la maggioranza dei Cantoni e dei partiti, l’Unione delle città svizzere, AEE Suisse, 18 partecipanti dell’economia elettrica (fra cui Swissgrid) e metà del settore industria e servizi. Secondo diversi partecipanti questa disposizione dovrebbe essere applicata solo temporaneamente e unicamente in casi eccezionali. Inoltre si presuppone un effetto di accelerazione delle procedure e l’approvazione definitiva da parte dell’UFE.
[Art. 18-18d LIE] Zone riservate e allineamenti: la maggior parte dei partecipanti alla consultazione condivide la definizione di allineamenti al fine di assicurare i tracciati delle condutture esistenti destinati a garantire la trasformazione e l’ampliamento della rete. Secondo EnDK, OW, SH, ZG e il Gruppo svizzero per le regioni di montagna la definizione di zone riservate e allineamenti deve necessariamente basarsi sul risultato del piano settoriale. Da più parti viene richiesto che le zone riservate divenute obsolete possano essere soppresse anche su richiesta dei proprietari fondiari. Alcuni partecipanti obiettano che questa regola permette di costituire zone riservate a tempo indeterminato e pertanto va rielaborata. Parti dell’economia elettrica auspicano che la durata di validità delle zone riservate durante l’intera procedura di approvazione dei piani possa essere prorogata di tre anni.
Unione Svizzera dei Contadini, Chambre Genevoise immobilière, Dachverband Elektrosmog e Union Suisse des Professionneles de l’Immobilier respingono le zone riservate e gli allineamenti, giudicandolo un provvedimento di espropriazione eccessivo e rimandando alla questione degli indennizzi, ancora in sospeso.
[Art. 26a LIE] Geodati: il rilevamento e la pubblicazione di un quadro globale degli impianti elettrici da parte dell’UFE rappresenta una questione controversa. Questa proposta è rifiutata, tra gli altri, da 14 Cantoni, CGCA, EnDK, UDC, PPD, Unione svizzera delle arti e mestieri, associazioni mantello dell’economia, la maggioranza dell’economia elettrica, Camere di commercio di Basilea-Città e Basilea-Campagna e FFS. Tra questi, otto Cantoni e l’EnDK ritengono che, anziché adottare queste misure, i Cantoni dovrebbero aggregare i dati degli impianti elettrici secondo le leggi cantonali sulla geoinformazione e la Confederazione usufruire della relativa infrastruttura di aggregazione. L’UFE potrebbe determinare l’entità e i requisiti dei dati da rilevare. Altri cinque Cantoni e la CGCA chiedono che i dati non siano trasmessi alla Confederazione, bensì alla società nazionale di rete, incaricata di pubblicarli in base a chiari principi di sicurezza tecnica. Tra gli argomenti contro questo articolo di legge vengono citati il rischio sia di duplicazione e incongruenza dei dati sia di concorrenza ai rilevamenti ufficiali. Preoccupazioni vengono espresse in particolare dall’economia elettrica. Inoltre si sostiene che il valore aggiunto prodotto non giustifichi i costi (enormi) e che la gestione dei dati in questione sia già regolamentata nella legge (cantonale) sulla geoinformazione.
L’articolo di legge è condiviso da 12 Cantoni, quattro partiti, Gruppo svizzero per le regioni di montagna, CDPNP, Azienda Elettrica Ticinese, Elektrizitätswerk della città di Zurigo, settore industria e servizi, Forum dei consumatori, organizzazioni ambientaliste e di protezione del paesaggio, Accademia svizzera delle scienze tecniche, Società Svizzera per la Geotermia, swisscleantech, dalle altre organizzazioni tecniche e nell’ambito della politica energetica, dal Centre Patronal e dalla città di Dübendorf. Diversi partecipanti vorrebbero circoscrivere questa regola alla rete di trasporto (livello di rete 1) e alle reti di distribuzione ad alta e, in parte, a media tensione (livelli di rete 3 e 5) oppure propongono di rilevare, ma non pubblicare i dati (tra questi il PPD). Infine dovrebbero essere garantiti gli interessi di sicurezza e minimizzati gli oneri. Le organizzazioni ambientaliste e di protezione del paesaggio chiedono l’integrazione dei dati sul flusso di carico.