Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/14: 11.418 Iv.pa. LAMal. Maggiore autonomia per il personale sanitario · 142 pagine
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bis
Per quanto riguarda l’articolo 35 capoverso 2 lettera d LAMal, omct mette in guardia dal fatto che la legge non definisce quali diplomi siano indispensabili per poter dispensare direttamente a carico dell’assicurazione obbligatoria. Analogamente al regime previsto per i medici (per i quali è precisato nella LAMal che devono essere «titolari del diploma federale» e disporre «di un perfezionamento riconosciuto dal Consiglio federale», cfr. art. 36 LAMal), ritiene che sia fondamentale fare chiarezza su questo aspetto direttamente nella legge, anche riguardo al riconoscimento dei diplomi esteri, e ciò in corrispondenza dell’aumento del personale infermieristico proveniente dall’UE che si registrerà dopo l’entrata in vigore di questa modifica legislativa. Da parte sua, medswiss.net chiede di eliminare questo articolo senza sostituirlo in alcun modo. Tramite la lettera e, sono citate le persone e le organizzazioni che possono agire previa prescrizione o indicazione di un medico e, tra di esse, figura anche il personale infermieristico.
Per quanto concerne la gestione strategica delle autorizzazioni, MFE, SMSR, FMH, CMC, AMDOS, ASMAC, BEKAG e omct sono contrari alla soppressione dell’obbligo di contrarre, così come viene proposta da una minoranza (art. 40a LAMal). Tale proposta è infatti considerata un attacco eccessivo al principio fondamentale dell’obbligo di contrarre. Di conseguenza, FMH chiede di eliminare l’articolo 40a LA-Mal. SBV/ASMI è favorevole al disciplinamento dell’articolo 40a LAMal, ma critica la delega della competenza al Consiglio federale. Secondo medswiss.net, la funzione di controllo delle autorizzazioni deve essere svolta da un organo statale: sempre a detta di medswiss.net, in analogia al blocco delle ammissioni, essa va affidata ai Cantoni.
FMH, AMDOS, BEKAG e omct appoggiano la proposta contenuta nell’articolo 55a LAMal. Il controllo statale non è invece considerato appropriato da SBV/ASMI per raggiungere lo scopo prefissato. Anche ASMAC rifiuta la proposta, perché le difficoltà a livello di situazione del personale sanitario potrebbero acuirsi ulteriormente.
Diverse organizzazioni (SBV/ASMI, SMSR, AMG) chiedono inoltre di chiarire la questione relativa alla
responsabilità civile.
Riguardo alle disposizioni transitorie, FMH, MME, SBV/ASMI, AMDOS, ASMAC e BEKAG si dichiarano a favore di un monitoraggio. Per FMH tale monitoraggio dovrebbe includere anche un’analisi completa degli effetti sortiti. SBV/ASMI respinge tuttavia la proposta qualora il Consiglio federale da questo incarico dovesse derivare la competenza di raccogliere quanti più dati possibile per estendere ancor più il controllo strategico.
CMC sottolinea che molto probabilmente si verificherà un aumento quantitativo del volume delle cure dispensate e di conseguenza un incremento dei costi, poiché in determinati settori in due posti di lavoro verrebbero svolte attività simili: ad esempio, la diluizione del sangue, la misurazione della pressione sanguigna – quale componente della valutazione cardio-circolatoria – e la cura delle ferite. Oggi, gli specialisti nella cura delle ferite e il personale infermieristico con altre competenze provvisto di una formazione complementare sono molto più pronti a lavorare con materiali e terapie sempre più recenti, e spesso anche più costosi, anche se non sempre compensati da un valore aggiunto medico comprovato chiaramente. Mentre, da un lato, la politica della sanità tende a limitare vieppiù l’accesso agli specialisti medici, dall’altro quest’iniziativa intende moltiplicare gli accessi diretti a trattamenti dispensati da personale sanitario non medico, senza controllo medico sulle indicazioni, il che potrebbe creare ancora più falsi incentivi. Secondo CMC è indubbio che le conseguenze finanziarie dell’avamprogetto di legge saranno enormi. CMC si aspetta che la politica possa far fronte a un aumento dei costi, con l’argomento delle prestazioni di sostituzione: in altre parole vi è il pericolo che le prestazioni di cura andranno a intaccare il budget delle prestazioni mediche. Medswiss.net fa notare che, in generale, ogni riconoscimento di una nuova prestazione o di una nuova tariffa fa lievitare i costi. La presenza di un numero maggiore di fornitori di prestazioni potrebbe causare un aumento quantitativo delle cure dispensate: ciò potrebbe essere opportuno e necessario se, fino a quel momento, l’assistenza sanitaria era insufficiente o priva di qualità. Un aumento quantitativo potrebbe però rivelarsi inutile se genera bisogni, la cui soddisfazione non comporta un miglioramento della qualità a livello medico. È possibile che il personale sanitario di livello terziario non si limiti ad assolvere i compiti legati al coordinamento, alla consulenza e agli accertamenti, ma che al fine di ottenere una sufficiente mole di lavoro presti anche le cure di base. Per tali attività andrebbe remunerato in maniera consona alla formazione professionale e questo potrebbe avere conseguenze sui costi per gli assicuratori e i Cantoni. Per tutti questi motivi, medswiss.net ritiene che ci si debba attendere un aumento dei costi.