Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 42Fedlex · Rapporto sui risultati

Quattro Cantoni (SZ, NW, ZG e SG) si oppongono integralmente alla proposta invocando che all’atto pratico la collaborazione con le imprese e l’integrazione avvengono sul posto.

Inoltre, le conseguenze giuridiche di simili accordi non sono chiare. Si accenna anche al fatto che il progetto non specifica chi potrebbe sanzionare le violazioni né le modalità del ricorso alle vie legali. Il sostegno della Confederazione dovrebbe essere concesso in maniera informale senza il bisogno di un progetto di legge a livello federale.

Partiti rappresentati nell’Assemblea federale

Il PS appoggia la proposta, mentre il PBD la respinge ritenendo inutile un’iscrizione nella legge e che l’economia si impegni già oggi con successo a favore dell’integrazione. Occorrerebbe invece imperativamente colmare la lacuna legale relativa al finanziamento di progetti di (re)integrazione. Per il PLR, la proposta comporta un inutile onere burocratico ed è avulsa dalla realtà. La considera impraticabile, poiché le associazioni non sono organizzate in modo tale da poter imporre ai propri membri obiettivi di quantità o qualità.

Associazioni mantello di Comuni, città e regioni di montagna

ACS e UCS approvano la proposta.

Associazioni mantello dell’economia

USS e Travail.Suisse approvano la proposta, poiché vi intravvedono la possibilità di integrare maggiormente nei rapporti tra le parti sociali la questione dell’integrazione delle persone con handicap nel mondo del lavoro e del trattamento dei lavoratori affetti da problemi di salute. L’USS puntualizza che, se questi accordi di collaborazione dovessero valere come misura per la realizzazione degli obiettivi di integrazione, essi dovrebbero rispondere a determinati criteri di qualità. Secondo Travail.Suisse, affinché i provvedimenti d’integrazione possano produrre pienamente l’effetto sperato occorre che tutti condividano l’obiettivo quantitativo di integrare un maggior numero di persone con problemi di salute nel processo lavorativo. A questo riguardo, Travail.Suisse si aspetta che le associazioni padronali si impegnino direttamente a favore di una migliore integrazione nel mercato del lavoro.

L’USAM è piuttosto contraria alla proposta e propone di cercare soluzioni meno burocratiche che consentano di promuovere una proficua collaborazione senza un’apposita base legale. USI e FER respingono integralmente la proposta del Consiglio federale, poiché la considerano impraticabile e continuano a puntare sulla volontarietà. Con un’adeguata sensibilizzazione e con l’impiego di ragionevoli strumenti, le associazioni regionali e di categoria dei datori di lavoro potrebbero ottenere ulteriori successi, in modo mirato, insieme alle loro organizzazioni partner dei lavoratori. In questo modo si potrebbero ad esempio inserire e applicare opportune clausole nei CCL a titolo sperimentale, una richiesta cui si associa anche l’USS. È contraria alla proposta anche la FER: «la proposta è inutile, nella misura in cui i datori di lavoro partecipano spontaneamente o tramite la loro organizzazione di categoria o mantello allo sforzo di integrazione, mantenendo o assumendo persone invalide nei posti di lavoro che creano. È esagerato pretendere dalle imprese o dai loro rappresentanti che si impegno in una qualsiasi forma che non sia volontaria». È invece accolta con esplicito favore la proposta di organizzare una conferenza nazionale per l’integrazione delle persone in situazione di disabilità nel mercato del lavoro.

Organi assicurativi

Tra le rappresentanti degli organi assicurativi ha preso posizione sulla proposta soltanto la CUAI, la quale si dichiara piuttosto favorevole e precisa che già oggi gli uffici AI collaborano con i datori di lavoro e che l’integrazione concreta può avvenire soltanto con la collaborazione dei partner locali. A tal fine esistono in tutti i Cantoni reti di contatti con i partner