Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/45: Decreto federale che stanzia mezzi finanziari a favore dell'agricoltura per gli anni 2018-2021 · 60 pagine

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Politica agricola attuale

consumano foraggio grezzo (densità minima di animali). Il contributo generale di superficie è stato soppresso e i mezzi finanziari così liberati sono stati destinati al potenziamento degli strumenti dei pagamenti diretti finalizzati agli obiettivi e ai contributi di transizione. Mediante questi ultimi si vuole consentire un passaggio socialmente sostenibile dal sistema dei pagamenti diretti vigente finora a quello rivisto. Dopo intense discussioni, il Parlamento ha approvato il sistema rivisto dei pagamenti diretti senza tagli. A complemento della proposta del Consiglio federale, il Parlamento ha avallato un contributo supplementare per le aziende con una quota elevata di zone in forte pendenza. Tra i criteri di entrata in materia e di delimitazione sono stati soppressi i limiti di reddito e di sostanza, la graduazione in funzione della superficie è stata resa più flessibile e non vengono più versati pagamenti diretti per terreni edificabili di nuovo azzonamento.

Con le tappe di riforma attuate dal 1993 le prestazioni d'interesse generale dell'agricoltura sono aumentate e i costi economici diminuiti. Tra gli anni 1990/92 e 2010/12 la produzione di calorie è cresciuta del 10 per cento circa: se la produzione di calorie di origine animale è rimasta, nel complesso, stabile, quella di calorie ottenute da prodotti vegetali è aumentata di quasi un quarto. Essendo, però, cresciuta anche la popolazione e, di conseguenza, il consumo interno di derrate alimentari, il grado di autoapprovvigionamento è rimasto pressoché costante. Nei settori dell’ambiente e del benessere degli animali sono stati compiuti notevoli progressi, nonostante in singoli ambiti restino ancora lacune a livello di obiettivi (cfr. n. 2.3.1).

La differenza tra i redditi agricoli e quelli non agricoli è diminuita. Se nel periodo 1995/97 nell'agricoltura il profitto del lavoro per unità di manodopera familiare era inferiore di circa il 50 per cento rispetto al salario comparabile, negli anni 2011/13 lo scarto è sceso al 35 per cento. Riguardo alla differenza di reddito va osservato che, date le peculiarità del contesto rurale, è inferiore anche il costo della vita delle economie domestiche agricole. I costi per l’alloggio, ad esempio, ammontano a solo la metà circa di quelli delle economie domestiche comparabili1. Inoltre, la quota di aziende che raggiungono il salario comparabile, tra i periodi 1995/97 e 2011/13 è passata dall'11 al 23 per cento. Parte di questa evoluzione positiva è, tuttavia, di natura calcolatoria: i tassi d'interesse in discesa degli ultimi anni hanno ridotto le deduzioni dal reddito agricolo per il capitale proprio investito nell'azienda, traducendosi in un profitto del lavoro più elevato.

1 Ufficio federale dell'agricoltura (2014): Rapporto agricolo 2014, pagg. 72-73