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Consultazione 2015/56: Panoramica sulla promozione dello sport da parte della Confederazione · 48 pagine
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6 Gli attuali strumenti di sostegno
6.1 Sostegno degli atleti
6.1.1 Sport di prestazione come professione
Lo sport di prestazione si basa sulla responsabilità personale dell’atleta; a seconda del talento che gli viene riconosciuto lo sportivo può far capo a diverse prestazioni di sostegno del sistema privato e pubblico, limitate dai punti di vista quantitativo e qualitativo. L’offerta si presenta diversa a seconda delle federazioni sportive e delle località. Una carriera nello sport di prestazione pertanto presuppone non solo una notevole dose di iniziativa da parte del singolo, ma anche notevoli investimenti finanziari della famiglia.
Il sistema di sostegno di Swiss Olympic ha una struttura piramidale; in base al livello di prestazione e ai quadri di appartenenza l’associazione mantello concede le cosiddette carte talento (talent card), che definiscono l’ampiezza del sostegno garantito all’atleta da parte della federazione. Per migliorare l’efficienza del sostegno sarebbe opportuno che anche le prestazioni di sostegno del settore pubblico soprattutto a livello cantonale si rifacessero a questo standard nazionale.
Considerate le scarse opportunità di guadagno viste in precedenza, in Svizzera solo un terzo degli atleti d’élite possono praticare il proprio sport come professione. Il sostegno finanziario da parte di sponsor, federazioni e Swiss Olympic non basta agli altri due terzi per dedicarsi a tempo pieno agli allenamenti.
Soprattutto per chi fa il passo dal mondo delle giovani leve alla categoria élite la situazione si presenta problematica e per molti la mancanza di un sostegno da parte degli sponsor si risolve nell’abbandono dell’attività agonistica. Anche un lavoro a metà tempo risulta difficilmente conciliabile con le esigenze dello sport di prestazione, visto che a questi livelli un atleta dedica oltre 40 ore a settimana ad allenamenti, gare e rigenerazione. Molti degli atleti inseriti nel sistema di sostegno svizzero inoltre non hanno un accesso ottimale ai servizi di medicina dello sport, fisioterapia e diagnostica delle prestazioni.
La situazione sul mercato del lavoro in Svizzera, buona nel confronto internazionale, potrebbe essere un ulteriore incentivo ad abbandonare i sacrifici della carriera sportiva per dedicarsi a un’attività lavorativa normale con reddito assicurato. A ciò si aggiunge il fatto che la maggiore parte degli atleti non dispone di una copertura previdenziale sufficiente. Nel campo dello sport non esistono soluzioni sull’esempio di quelle proposte nella legge sulla promozione della cultura, per la quale la Confederazione e la fondazione Pro Helvetia versano il 12 per cento degli aiuti finanziari da loro assegnati alla cassa pensioni o a un’altra forma previdenziale degli operatori culturali che ricevono l’aiuto finanziario (articolo 9 della legge sulla promozione della cultura e articolo 2a dell’ordinanza sulla promozione della cultura).
Notevolmente migliore è la situazione negli sport di facile commercializzazione (in particolare calcio e hockey su ghiaccio), dove grazie ai contributi degli sponsor un terzo circa degli atleti possono dedicarsi all’attività sportiva a tempo pieno. Anche la Confederazione apporta un contributo per migliorare la situazione professionale dei talenti dello sport. L’Esercito occupa 18 atleti come militari a contratto temporaneo (posto al 50%) e il Corpo delle guardie di confine altri 12 atleti.
Nelle manifestazioni internazionali gli atleti svizzeri si confrontano con concorrenti stranieri sostenuti dallo stato con un impiego al 100%. In Germania le forze armate riservano agli sportivi oltre 800 posti di lavoro; se si aggiungono altri impieghi offerti dai corpi di polizia, dogana e pompieri dei vari Länder, sono oltre mille gli atleti con un impiego pubblico. Anche in Austria l’esercito con 170 posti di lavoro per gli sportivi rappresenta un’istituzione importante e di successo per il sostegno dello sport di prestazione. Il sostegno statale dello sport di prestazione assume un’importanza ancora maggiore in altri paesi come ad esempio l’Italia, dove