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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 3 _____________________________________________________________________________________

1 Introduzione

I rapporti del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera servono a esaminare, sulla base di un’analisi del contesto, se e in quale misura sia necessario adeguare la politica di sicurezza e i relativi strumenti affinché la Svizzera possa reagire in modo rapido e corretto a minacce e pericoli mutevoli. I vari sviluppi e avvenimenti registrati nel campo della politica di sicurezza dal 23 giugno 2010 – data dell’ultimo rapporto sulla politica di sicurezza – a oggi rendono opportune un’analisi e una verifica di questo tipo. Da citare, a tale proposito, i rivolgimenti e i conflitti nell’Africa del Nord e nel Vicino Oriente, il conseguente incremento dei flussi migratori, l’ascesa dell’organizzazione terroristica «Stato islamico», la maggiore attrazione esercitata dalla «jihad» su persone che vivono nei Paesi occidentali, l’annessione della penisola di Crimea da parte della Russia, i combattimenti nell’Ucraina orientale e il rapido deterioramento delle relazioni tra la Russia e l’Occidente, il massiccio aumento dei cyberattacchi, il maggior potere della propaganda nell’era delle telecamere onnipresenti, delle immagini elaborate al computer e di Internet, l’acquisizione di massa di informazioni con mezzi elettronici e la catastrofe nucleare di Fukushima: tutti eventi drastici e, presumibilmente, con ripercussioni a lungo termine. Questi sviluppi vanno tenuti in considerazione nella politica di sicurezza della Svizzera, ma non devono portare alla conclusione che ora sia tutto diverso rispetto al 2010.

Anche gli strumenti della politica di sicurezza sono in fase di trasformazione. Ciò riguarda in particolare l’esercito, che dovrà essere migliorato a livello di prontezza, istruzione, equipaggiamento e sostegno sul piano regionale nonché raggiungere un effettivo regolamentare di 100 000 militari e attenersi a un limite di spesa di 5 miliardi di franchi l’anno. Nel frattempo si sono inoltre tenute votazioni popolari importanti dal punto di vista della politica di sicurezza, concernenti rispettivamente l’obbligo generale di prestare servizio militare e l’acquisto di velivoli da combattimento.

Le novità riguardano tuttavia anche altri ambiti della politica di sicurezza. Sono stati per esempio elaborati documenti di base e progetti legislativi, tra cui la strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i rischi informatici, la strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche, la strategia della Svizzera per la lotta al terrorismo, la nuova legge sulle attività informative, la strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ e un rapporto sul futuro del sistema dell’obbligo di prestare servizio. La politica di sicurezza della Svizzera si è inoltre ulteriormente sviluppata a livello pratico sia sul piano nazionale – soprattutto attraverso la Rete integrata Svizzera per la sicurezza, che ha potenziato la collaborazione tra Confederazione e Cantoni – sia all’estero, tra l’altro con la presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) nel 2014.

Il presente rapporto tiene conto degli sviluppi intervenuti nel campo della politica di sicurezza e indica le conclusioni da trarne. In particolare, illustra i fattori che minacciano o mettono a repentaglio la sicurezza della Svizzera, descrive il contesto del Paese e ne espone la strategia in materia di politica di sicurezza, indicando i mezzi di attuazione e l’organizzazione della condotta in tale ambito.

Il rapporto presta una particolare attenzione alla descrizione delle minacce e dei pericoli. Poiché uno degli obiettivi del Consiglio federale era quello di analizzare le minacce e i pericoli in modo esaustivo e accurato, in merito a tale questione sono state organizzate audizioni con esperti svizzeri e stranieri nel campo della politica di sicurezza. I relativi risultati sono poi stati pubblicati e presi in considerazione anche nel presente rapporto. Un altro tema centrale trattato è quello della cooperazione in materia di politica di sicurezza nel contesto regionale. In tal modo il Consiglio federale adempie anche un postulato della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati del 19 maggio 2011, che gli chiedeva di presentare un rapporto in quest’ambito (Maggiore partecipazione della Svizzera all’architettura della sicurezza europea; 11.3469).