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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 4 _____________________________________________________________________________________

Come nel caso del rapporto precedente, anche in questa occasione i Cantoni sono stati coinvolti sin dall’inizio nei lavori, conformemente allo spirito della Rete integrata Svizzera per la sicurezza. Tale procedura è la dimostrazione del fatto che in Svizzera la politica di sicurezza è considerata nel suo complesso e, pertanto, deve comprendere anche la totalità delle misure statali adottate a tutti i livelli per garantire la sicurezza della Svizzera e della sua popolazione. Per questo il presente rapporto si fonda sulla stessa ampia visione della politica di sicurezza che era alla base del Rapporto sulla politica di sicurezza 2010:

La politica di sicurezza comprende tutte le misure della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni destinate a prevenire, contrastare e gestire minacce e azioni di carattere egemonico o di matrice criminale finalizzate a limitare l'autodeterminazione della Svizzera e della sua popolazione o a danneggiarle. A ciò si aggiunge la gestione delle catastrofi naturali e tecnologiche nonché delle situazioni d’emergenza.

In altri termini, la politica di sicurezza è chiamata in causa quando degli Stati, dei gruppi non statali o singole persone vogliono imporre la loro volontà alla Svizzera o alla sua popolazione oppure arrecare danni alla Svizzera, alla sua popolazione o agli interessi del Paese o accettano la possibilità di arrecare tali danni nell’intento di perseguire i loro obiettivi1. La gestione delle catastrofi naturali e tecnologiche e delle situazioni d’emergenza viene trattata separatamente in quanto tali situazioni non sono originate da intenzioni ostili.

Il fatto che la politica di sicurezza e i relativi strumenti siano importanti per la capacità di agire degli Stati e per la loro credibilità è incontestabile. I conflitti, la criminalità, le catastrofi e le situazioni d’emergenza sono sempre esistite e continueranno a esistere anche in futuro. Occorre tuttavia chiedersi come si svilupperanno e se la Svizzera è adeguatamente attrezzata per gestirle in modo oculato ed efficace.

2 La situazione

2.1 Tendenze globali

La seguente descrizione delle tendenze globali, delle minacce e dei pericoli per la sicurezza della Svizzera e dei suoi abitanti si riferisce a un orizzonte temporale di circa dieci anni, ossia approssimativamente fino al 2025. Per il periodo in questione è possibile registrare le tendenze attuali e stimarne le conseguenze. Nel caso di alcuni sviluppi, come per esempio quelli legati al cambiamento climatico, si possono formulare previsioni di tendenza a più lungo termine, ma le relative implicazioni a livello di politica di sicurezza non possono essere stimate per lassi di tempo così lunghi. Qui di seguito vengono pertanto presentate le probabili linee di sviluppo prevedibili in base alla situazione attuale e su cui può fondarsi la pianificazione delle misure.

2.1.1 Verso un ordine mondiale multipolare

Il sistema internazionale si trova in una fase di transizione che segna il passaggio da un’era unipolare iniziata alla fine della Guerra fredda a un sistema multipolare. Gli equilibri politicomilitari – misurati in base a fattori come la forza economica, il numero di abitanti, le spese militari e gli investimenti nelle nuove tecnologie – si stanno lentamente spostando dall’Occidente verso l’Est asiatico e il Sud.

Gli USA, l’Europa e il Giappone continueranno a essere Paesi influenti, ma probabilmente perderanno terreno rispetto ad altri Stati e dovranno concedere più spazio a potenze come Cina,

1 Quest’ultimo aspetto riguarda per esempio la criminalità organizzata. Sebbene non abbiano direttamente l’intenzione di danneggiare la Svizzera, simili organizzazioni accettano comunque che le loro attività possano arrecare danni allo Stato, all’economia, alla società o a singole persone.