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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 5 _____________________________________________________________________________________

India e Brasile nonché, seppur in misura minore, a Paesi come l’Indonesia e la Turchia, già attori importanti dell’economia mondiale. La perdita di influenza riguarda anche la Russia, che, nonostante il ruolo più attivo svolto in Europa, al di fuori del continente mostra di trovarsi, almeno economicamente, in una fase di stagnazione rispetto agli Stati emergenti. Si tratta di un’evoluzione che nei prossimi dieci anni indebolirà il predominio occidentale nel sistema internazionale.

La progressiva interconnessione dell’economia, della tecnologia e dell’informazione a livello mondiale offre anche maggiori possibilità ad attori non statali, regionali o internazionali, tra cui figurano i gruppi terroristici e la criminalità organizzata, fino agli imperi economici globali e alle megalopoli, che rappresentano un connubio tra forza economica e innovazione. Questi nuovi attori possono acquisire una maggiore influenza sui conflitti transfrontalieri e sulle relative soluzioni.

L’aumento del numero degli attori coinvolti e la maggiore diversità degli interessi in gioco in tutto il mondo potrebbero paralizzare nuovamente e sempre più spesso i meccanismi di risoluzione dei conflitti messi a punto dalle organizzazioni internazionali e impedire o ritardare le decisioni. Viceversa, continuerà probabilmente a crescere la necessità di apposite normative per la gestione dei problemi a livello regionale e globale e la necessità di misure di stabilizzazione di natura economica e militare. Nuovi forum come il G20 acquisteranno maggiore importanza.

Il passaggio al nuovo ordine sarà accompagnato da tensioni tra le potenze regionali e globali attuali e future. Ciò non comporterà però necessariamente conflitti su larga scala, visto che le principali potenze sono già ora fortemente legate le une alle altre dal punto di visto economico e lo saranno ancora di più in futuro. In determinate regioni, tuttavia, questa evoluzione non avverrà senza spaccature. È il caso del conflitto armato in Ucraina, che è stato innescato da dissensi interni e da un comportamento più aggressivo da parte della Russia. In Africa, nel Vicino e Medio Oriente e nell’Asia meridionale sono molti i fattori trainanti in grado di scatenare conflitti interni e fra Stati: le strutture statali poco efficienti e la carenza di prospettive economiche e politiche possono infatti dare vita ad altri Stati fragili, il cui potenziale di destabilizzazione si spinge ben oltre i rispettivi confini nazionali.

Europa, Russia e USA

In Europa la messa in discussione dell’ordine attuale è già iniziata e sta avendo un’evoluzione – per alcuni sorprendente – particolarmente drammatica e di carattere militare. In Ucraina è in corso un conflitto armato e, soprattutto nell’Europa orientale, la Russia viene percepita come una minaccia. Dopo un lungo processo di sviluppo e di trasformazione, oggi a livello di strutture politiche e di amministrazione centralizzate, come pure di strutture di sicurezza –comprese le forze armate – e di economia, la Russia è più forte rispetto a 20 anni fa. La sua classe dirigente fa inoltre sempre più ricorso all’impiego combinato di mezzi politici, economici, militari, di intelligence e propagandistici.

Dopo aver superato una fase di debolezza risalente a 25 anni fa e percepita come una catastrofe nazionale, la Russia inizia a sfidare l’ordine internazionale costituitosi in Europa dopo la Guerra fredda. L’atteggiamento della Russia suscita resistenze in Occidente. Nell’ambito del confronto tra la Russia e i Paesi occidentali sulla questione dell’Ucraina, ciascuna delle parti coinvolte ritiene che siano già stati superati i limiti consentiti, il che ha generato un inasprimento della situazione. Il ritorno a un contesto come quello degli ultimi due decenni, quando esisteva ancora la prospettiva, in materia di politica di sicurezza, di un’evoluzione verso uno spazio comune dall’Atlantico agli Urali, non è per il momento ipotizzabile.

Nell’ambito della distribuzione del potere a livello globale, gli USA continuano a ricoprire un ruolo centrale e, per i prossimi dieci anni, rimarranno l’unica vera potenza leader nel mondo