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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 6 _____________________________________________________________________________________
nonostante la crescente influenza esercitata da altri Stati. La domanda che si pone è in che modo gli USA, in un’epoca di transizione come quella attuale, si assumeranno le proprie responsabilità per garantire la stabilità dell’ordine internazionale, non solo a livello mondiale, ma, dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, anche e soprattutto – e ancora una volta – in Europa.
Il futuro dell’Europa dal punto di vista della politica di sicurezza è incerto. Nonostante l’attuale irrigidimento dei fronti comporti il rischio di uno scontro politico, economico ed eventualmente anche militare tra la Russia da un lato e gli USA, la NATO e l’UE dall’altro, tra l’Occidente e la Russia esiste ancora un margine di cooperazione, come dimostra la conclusione dell’accordo sul programma nucleare iraniano. Non è possibile prevedere nel dettaglio come evolverà la situazione, né dove porterà. Gravi crisi potrebbero verificarsi lungo una linea di rottura tra Est e Ovest che attraversa il continente partendo dal Baltico e – passando per la Bielorussia, l’Ucraina e la Moldavia ‒ giunge fino al Caucaso e ai Balcani, dove la nuova rivalità potrebbe aggiungere ulteriori conflitti in una regione che non ha ancora superato il crollo dell’ex Jugoslavia. In tale contesto è possibile che entrambe le parti ricorrano all’impiego di un’ampia gamma di mezzi militari e non militari.
Ripercussioni sulla Svizzera
La Svizzera è fortemente interconnessa a livello internazionale. In quanto Stato con un potere molto limitato, è nel suo interesse che esistano norme internazionali e che vengano rispettate. Tali norme, tuttavia, non sono stabilite una volta per tutte, poiché la comparsa di nuovi attori sulla scena internazionale e lo spostamento degli equilibri tra gli attori esistenti determinano uno sviluppo normativo che, in parte, si discosta dall’ordine liberale occidentale del dopoguerra. Per la Svizzera è importante impegnarsi, con i propri valori e interessi, in questo processo di elaborazione di nuove norme e di adeguamento di quelle esistenti. Non può tuttavia né svolgervi un ruolo predominante né sottrarvisi.
Anche sul piano regionale, in Europa o nell’area euro-atlantica sono in corso lavori per l’adozione di norme importanti per la Svizzera, per esempio in relazione alla prassi fiscale. La tendenza generale è quella di puntare a una maggiore armonizzazione a livello internazionale e, in tale ambito, sono gli attori potenti a esercitare l’influenza maggiore. Viste le pressioni esercitate sulla Svizzera affinché recepisca le nuove norme, cercare di ignorarle comporterebbe non solo costi considerevoli sul piano economico, ma anche notevoli rischi.
La Svizzera deve adeguarsi a una situazione in cui, nel contesto della concorrenza politica ed economica tra gli Stati, si ricorre alle risorse di potere più disparate e si formano alleanze mutevoli a seconda dello scopo e degli interessi perseguiti. Questa competizione per l’affermazione dei propri interessi è forte, ma diventa rilevante per la politica di sicurezza soltanto se gli Stati cercano di imporre i propri interessi politici nei confronti della Svizzera con la forza o minacciando di usarla. Le risposte necessarie per far fronte alla pressione politica ed economica derivante dalla spartizione degli interessi sul piano internazionale non vanno ricercate nella politica di sicurezza, bensì nella politica estera e in quella economica2.
In linea di principio, la Svizzera è politicamente ed economicamente ben preparata ad affrontare questa trasformazione. In molti casi, tuttavia, sarà necessario ponderare gli interessi politici ed economici. Per poter preservare la capacità di agire, il consolidamento delle relazioni con l’UE e
2 La politica estera e la politica economica sono due ambiti politici fondamentali dello Stato e hanno finalità e responsabilità proprie, esattamente come la politica di sicurezza. Ciò significa che molti aspetti della politica estera e della politica economica non hanno nulla a che vedere con la politica di sicurezza. Esistono tuttavia collegamenti trasversali e sovrapposizioni: alcuni ambiti della politica estera ed economica forniscono per esempio importanti contributi all’attuazione di una politica di sicurezza efficace e, viceversa, la politica di sicurezza contribuisce anche alla politica estera ed economica.