Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/88: Diritto esecutivo relativo alla legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP)(solo francese) · 150 pagine

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essere applicabile. A proposito del numero 1.2.3.1, Tessaris rimanda alla sua raccomandazione sui registri medici menzionati al numero 1.2.2.5. Per il numero 1.2.3.2, come indicato al numero 1.1.4.2, la verifica potrebbe risultare molto onerosa in funzione dei mezzi e delle procedure impiegati e autorizzati. Al numero 1.2.3.3 propone inoltre la seguente aggiunta: «Die Zugriffsrechte gemäss den in Artikel 1-3 EPDV festgelegten Kategorien und Optionen angepasst werden». FMH chiede sul numero 1.2.3.3 a cosa vengono adeguati i diritti di accesso.

1.2.4: I Cantoni GE, VS, VD, JU e NE segnalano che nella versione francese al numero 1.2.4.2 è stato ripetuto due volte di seguito «du patient» e che quindi se ne deve cancellare uno. Tessaris ricorda che i pazienti devono essere informati dell’ingresso e dell’uscita dei professionisti della salute e chiede l’aggiunta di un numero 1.2.4.4: «die Patientinnen und Patienten über den Eintritt sowie den Austritt einer Gesundheitsfachperson in die betreffende Gemeinschaft in textlich nachweisbarer Form informiert werden und ihre Optionen betreffend Zugriffsrechte ausüben können».

1.3 Gestione del personale ausiliario dei professionisti della salute

IG eHealth e Posta considerano che le disposizioni interne a una comunità non rientrano nel campo di applicazione della LCIP e che quindi non devono essere disciplinate. Si deve chiarire il campo di applicazione dell’OCIP e delle CTO. Per semplificare, VAKA propone che la gestione del personale ausiliario debba essere facoltativa e il numero 1.3 venga quindi stralciato. Secondo Insel la gestione del personale ausiliario è troppo onerosa, mentre IG eHealth chiede che il personale ausiliario debba essere gestito anche a livello intercomunitario per renderlo meglio visibile ai pazienti. IG eHealth chiede lo stralcio del numero 1.3.1, mentre Insel quello del numero 1.3. HIN esprime dubbi sulla portata del termine «personale ausiliario». Suppone che si riferisca ad assistenti di studio medico, infermieri e simili ed escluda implicitamente p. es. i cuochi di un istituto, il personale di pulizia, i collaboratori dell’amministrazione, ecc. Si chiede se non sia opportuno avere delle direttive. STSAG ritiene che si debba gestire solo il personale ausiliario che partecipa al trattamento dei dati e propone la seguente aggiunta al numero 1.3.1: «[…], sofern diese (die Hilfspersonen) in die Bearbeitung der Daten im elektronischen Patientendossier direkt eingebunden sind». Secondo FMH i processi per la gestione del personale ausiliario devono essere disciplinati in modo omogeneo nei requisiti di base a livello di ordinanza e non possono differire da comunità a comunità. È inoltre necessario specificare quali persone hanno accesso alla cartella informatizzata del paziente e chi ne assume la responsabilità. Riguardo al numero 1.3.2.1 propone una regolamentazione chiara a livello di OCIP. A proposito dei numeri 1.3.2 e 1.3.2.1 BFH sostiene che anche per il personale ausiliario si debbano definire dei metadati. È opportuno quindi designare amministratori e addetti al supporto che potranno richiedere e ricevere un accesso. VGIch teme che la gestione di singole persone, gruppi e personale ausiliario negli ospedali, così come viene richiesta attualmente, non sia fattibile o lo sia solo con un onere eccessivo, perché tale procedura non corrisponde alla prassi abituale e ben collaudata in vigore negli ospedali per l’impiego degli strumenti elettronici. L’ospedale deve essere considerato un «trusted domain». KSSG segnala che secondo l’ordinanza il personale ausiliario non deve essere sincronizzato con i servizi centrali e che quindi il paziente non può negargli l’accesso. Ciò rende la disposizione di autodeterminazione assurda e confonde il paziente che nei protocolli di accesso vede del personale ausiliario al quale non ha concesso esplicitamente il diritto di accesso. Anche il personale ausiliario deve essere inserito nell’HPD e sincronizzato con i servizi centrali. L’articolo deve essere cancellato. KSSG non approva neanche il numero 1.2.3.3 perché i diritti di accesso alla cartella informatizzata del paziente sono gestiti dai pazienti. Chiede quali processi amministrativi conducono a un adeguamento dei diritti di accesso ed è a favore dello stralcio di questo requisito. OFAC critica che il personale ausiliario non è registrato nei servizi di ricerca e quindi non può partecipare allo scambio fra le comunità. In alcune professioni sanitarie tutto il lavoro amministrativo nell’ambito della cartella medica è invece delegato al personale ausiliario. Ciò significa che quando una buona gestione della cartella richiede delle interazioni con altri professionisti della salute, il personale ausiliario non sarà più autorizzato a farlo. Sarebbe un passo indietro rispetto a oggi. Secondo OFAC l’autorizzazione ad avere uno scambio intercomunitario può essere valutata e concessa solo dal professionista della salute responsabile dell’ausiliario. In base all’articolo 2 lettera b LCIP il personale ausiliario deve essere registrato nel servizio centrale di ricerca e ottenere per delega i diritti concessi dal