Rapporto sui risultati
Consultazione 2016/52: Recepimento e trasposizione del regolamento (UE) 2016/1624 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea (Sviluppo dell'acquis di Schengen) · 11 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 3Fedlex · Rapporto sui risultati
Panoramica
Nel 2015 l’UE ha subìto fortissime pressioni alle sue frontiere esterne. In base alle stime, tra gennaio e novembre 1,5 milioni di persone hanno attraversato illegalmente le frontiere. La portata dei flussi migratori attraverso le frontiere esterne e i rispettivi movimenti secondari hanno dimostrato che l’UE e gli Stati Schengen non dispongono di strutture adeguate per far fronte alle sfide poste da un simile afflusso. In uno spazio senza frontiere interne, l’immigrazione illegale attraverso le frontiere esterne di uno Stato Schengen si ripercuote su tutti gli altri Paesi. Gli importanti movimenti secondari hanno spinto diversi Stati Schengen a reintrodurre i controlli alle proprie frontiere interne, mettendo a dura prova il funzionamento e la coesione dello spazio Schengen. Insieme alle esperienze con l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (Frontex) ciò ha confermato la necessità di un maggiore sostegno agli Stati Schengen, in particolare per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne e il rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, al fine di rafforzare tutto lo spazio Schengen.
Di conseguenza, il 15 dicembre 2015 la Commissione europea ha presentato un importante pacchetto di misure volte a gestire meglio le frontiere esterne dell’UE e a proteggere lo spazio Schengen in mancanza di controlli alle frontiere interne. Tali misure hanno l’obiettivo di garantire una gestione europea integrata delle frontiere esterne, allo scopo di gestire efficacemente la migrazione e assicurare un livello elevato di sicurezza all’interno dell’UE.
Per questo motivo l’UE ha deciso di potenziare l’attuale autorità di protezione delle frontiere esterne nonché di affidarle compiti e competenze più ampi. La base legale corrispondente, il regolamento (UE) 2016/16241 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea (qui di seguito «regolamento»), è stata notificata alla Svizzera il 22 settembre 2016 come sviluppo dell’acquis di Schengen. L’approvazione dello scambio di note sul recepimento e sulla trasposizione di tale regolamento compete all’Assemblea federale. Il relativo decreto federale è inoltre sottoposto a referendum facoltativo in applicazione dell’articolo 141 capoverso 1 lettera d numero 3 della Costituzione federale.
Il 12 ottobre 2016 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di indire una procedura di consultazione presso i Cantoni, i partiti politici, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello nazionali dell’economia e gli altri ambienti interessati. La consultazione è durata dal 13 ottobre 2016 al 27 gennaio 2017.
Durante questo periodo, presso l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) sono pervenuti 43 pareri. Cinque partecipanti alla consultazione (OW, NW, BS, l’Unione delle città svizzere e OSE) hanno rinunciato a una presa di posizione. Sul contenuto si sono pronunciati:
24 Cantoni (AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, SZ, TG, UR, VD, ZG e ZH);
5 partiti (PPD, PLR, PS, UDC e i Verdi);
1 Regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea che modifica il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 863/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio e la decisione 2005/267/CE del Consiglio, versione della GU L 251 del 16.9.2016, pag. 1.