Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/25: Revisione parziale dell'ordinanza sul traffico pesante, dell'ordinanza sulle strade nazionali, dell'ordinanza concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata nel traffico stradale e dell'ordinanza concernente le strade di grande transito · 40 pagine
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L’Agglomeration Brig–Visp–Naters chiede che gli agglomerati possano stabilire essi stessi il perimetro, insieme ai Cantoni e d’intesa con la Confederazione.
AareLand spiega che nel programma d’agglomerato e in particolare nello scenario auspicato si distingue tra perimetro di osservazione (intera zona AareLand) e perimetro di elaborazione. Numerosi provvedimenti del programma d’agglomerato hanno un effetto e un’utilità che vanno al di là del perimetro in cui vige il diritto ai contributi. Nell’ambito della collaborazione con i Comuni e della partecipazione a diverse generazioni di programmi, è emerso a più riprese che in diversi punti l’attuale delimitazione non è obiettivamente comprensibile e per questo oggetto di critica. AareLand condivide questa critica così come la richiesta di adeguare imperativamente il perimetro degli aventi diritto ai contributi per la 4ª generazione.
Il Cantone GE chiede che il metodo proposto dell’analisi statistica venga precisato per tenere meglio conto delle particolarità della zona franco-vodese-ginevrina, comprenda il concetto di perimetro d’agglomerato e, in attesa dello sviluppo della procedura, preveda una certa flessibilità per il conseguimento dei contributi da parte degli agglomerati non aventi diritto.
Il Cantone NW è dell’opinione che ai fini di una strategia a lungo termine, l’ARE dovrebbe esaminare anche alternative alla definizione statistica dell’UFS che tengano conto degli spazi funzionali e degli agglomerati di piccole dimensioni.
Secondo Agglo St. Gallen – Bodensee non è sufficiente basare l’appartenenza a un agglomerato su un unico criterio quale il numero dei pendolari. Per questo motivo anche il perimetro 2012 dell’UFS non è soddisfacente. Nell’ambito dei lavori per l’elenco ACADC è stato giustamente sviluppato un criterio di densità, che tuttavia è stato considerato soltanto per i Comuni del perimetro 2012 dell’UFS, ossia per quelli che presentano una percentuale di pendolari superiore al 33 per cento nell’agglomerato (o negli agglomerati) nucleo. Ne consegue che Comuni con un’alta percentuale di pendolari, a volte di oltre il 40 per cento, ma con spiccate caratteristiche rurali rientrano nel perimetro dell’UFS e in parte anche in quello dell’ACADC. Altri Comuni, invece, che presentano caratteristiche più simili agli agglomerati e ai centri urbani ma con pochi pendolari (meno del 33%) non si trovano all’interno del perimetro. Se per definire il perimetro d’agglomerato e dell’ACADC si fosse considerato sin dall’inizio anche il criterio della densità nel suo insieme oltre al criterio della percentuale di pendolari, probabilmente si sarebbero ottenuti risultati diversi. Presumibilmente sarebbero stati inseriti nel perimetro Comuni come Degersheim, con una percentuale di pendolari poco al di sotto della soglia del 33 per cento ma con le caratteristiche dei tipici Comuni d’agglomerato, ossia una densità di posti di lavoro relativamente alta, densità edilizia e altre funzioni di centro come i supermercati. Agglo St. Gallen – Bodensee chiede pertanto che i risultati dei calcoli della Confederazione riguardo al criterio della densità (come per il criterio dei pendolari) siano resi pubblici e che, per i Comuni che soddisfano il criterio di densità ma il cui criterio dei pendolari è poco al di sotto della soglia, sia effettuata una valutazione complessiva, considerando anche altre caratteristiche quali densità di posti di lavoro e funzioni centrali.
Il GLCT osserva che a causa del metodo applicato, la revisione dei criteri di idoneità da parte dell’ARE esclude ancora alcuni Comuni del distretto di Nyon e della zona francese di Ginevra, tra cui i grandi centri di Grand Genève. Ai Comuni con ruoli riconosciuti dal programma d’agglomerato nell’organizzazione urbana multipolare di Grand Genève (nell’ambito di mobilità, spazio vitale, sviluppo economico e servizi per la popolazione) è pertanto negata la possibilità di ricevere contributi federali. Il metodo di calcolo dell’ARE si basa sulla definizione di spazio a carattere urbano dell’UFS (2012) e sulla stima della densità espressa in AOP (abitanti, occupati, pernottamenti) nelle zone centrali. La particolarità dell’agglomerato franco-vodese-ginevrino pone la questione di quali indicatori siano stati usati per questo calcolo nella parte francese. In effetti è impossibile individuare con sufficiente precisione gli AOP per le zone centrali francesi. Il GLCT si chiede quindi quale metodo sia stato adottato per calcolare la densità della popolazione, gli occupati e i pernottamenti nei Comuni francesi. L’approccio è statistico più che funzionale e territoriale. Il metodo dell’ARE, ampiamente basato sui dati relativi agli occupati transfrontalieri, esclude Comuni che caratterizzano profondamente la zona franco-vodese-ginevrina e che costituiscono poli regionali o centri locali di spazi vitali. Il metodo usato dall’ARE si basa su indicatori puramente quantitativi, non tiene conto dei rilievi né degli spazi funzionali, nonostante siano stati tenuti in considerazione e difesi nella revisione della legge sulla pianificazione del territorio. Inoltre, la Confe-