Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/25: Revisione parziale dell'ordinanza sul traffico pesante, dell'ordinanza sulle strade nazionali, dell'ordinanza concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata nel traffico stradale e dell'ordinanza concernente le strade di grande transito · 40 pagine

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VS: modifica relativa alle strade principali n. 21 (Martigny – Grand St. Bernard) e 509 (Gampel – Goppenstein) per via dell’inserimento dal 1° gennaio 2020 nella rete delle strade nazionali. Si ricorda inoltre che la strada principale tra Brig e Gondo fa già parte delle strade nazionali.

ZG: modifica relativa alla strada n. 338 (sostituzione di ZH Sihlbrugg-Wädenswil con ZG-ZH Sihlbrugg-Wädenswil).

3.4. Ulteriori indicazioni e suggerimenti in relazione al programma Traffico d’agglomerato

La DCPA e i Cantoni AG, GR, LU e OW osservano che in generale è importante limitare gli ostacoli amministrativi dei programmi d’agglomerato, che devono essere uno strumento efficiente, le cui risorse vengano investite in massima parte nell’infrastruttura e non nell’amministrazione. In questo senso si intravede un ulteriore potenziale di miglioramento, che dipende principalmente dall’esecuzione. Se nei prossimi anni emergerà che gli ostacoli amministrativi non possono essere eliminati per via delle basi legali, si dovrà valutare un’ulteriore revisione dell’ordinanza dal punto di vista dei Cantoni.

In merito alla revisione parziale dell’OUMin, la CGCA propone di sancire nell’OUMin che la Confederazione e i Cantoni esaminino insieme i requisiti dei programmi d’agglomerato indicandoli nelle istruzioni.

Il Cantone BL osserva che anche nelle zone rurali sono a volte necessari progetti che si ripercuotano positivamente sui programmi d’agglomerato. Viste le esperienze positive con i programmi d’agglomerato, propone quindi di elaborare strumenti volti a sostenere lo sviluppo territoriale auspicato attraverso la promozione di progetti infrastrutturali anche per le zone rurali.

Il Cantone GR chiede di disporre, in un nuovo articolo 25a, che il DATEC, d’intesa con i Cantoni, emana istruzioni sull’esame e il cofinanziamento dei programmi d’agglomerato, giacché non ve ne sono ancora per la 3ª generazione. L’onere per l’elaborazione di programmi d’agglomerato è stato finora sproporzionato. Inoltre, non si è tenuto sufficientemente conto delle particolarità regionali, come quelle delle regioni di montagna e degli agglomerati di piccole dimensioni. Per questo motivo è importante che i Cantoni siano coinvolti nell’elaborazione delle istruzioni.

Il Cantone SZ chiede di semplificare la procedura di controlling rivista dall’USTRA nel 2017. Nel concreto propone di rinunciare alla previsione con il piano finanziario aggiornato a ottobre dell’anno di riferimento e di operare soltanto con dati definitivi per la richiesta di pagamento a novembre (finora: previsione a ottobre e valori effettivi a dicembre).

La CGCA e il Cantone GL, che appoggia il parere della CGCA, propongono di adeguare con maggiore flessibilità lo strumento dei programmi d’agglomerato alle diverse situazioni. Inoltre, esprimono le preoccupazioni generali dei Cantoni di montagna riguardo alla politica d’agglomerato. Occorre per esempio impiegare in modo mirato i punti di forza dei programmi d’agglomerato. In quanto partner responsabile per i programmi d’agglomerato, l’ARE deve partecipare in misura maggiore all’accompagnamento dei lavori negli agglomerati qualora questi ne facciano richiesta, non soltanto nell’ambito dell’elaborazione di una nuova generazione di programmi d’agglomerato o di convenzioni sulle prestazioni, ma sempre. Occorre attribuire maggiore importanza alle esigenze e alle possibilità degli agglomerati e non esclusivamente ai requisiti posti dalla Confederazione. Ogni programma d’agglomerato dovrebbe essere valutato in base alle sue condizioni e al grado di sviluppo raggiunto. È necessario chiarire con l’ARE come rendere più facilmente accessibili gli esempi di «migliori pratiche» di alcuni programmi d’agglomerato, dal momento che gli attuali strumenti consistenti in scambi di esperienze annuali e ausili sono insufficienti. Sempre con l’ARE va chiarito in che misura determinati temi (nuovi o di difficile comprensione) possono essere concretizzati nell’ambito di programmi d’agglomerato pilota ai quali l’ARE partecipa attivamente. Insieme agli altri agglomerati di piccole e medie dimensioni ci si deve adoperare affinché nell’adeguamento delle «categorie di costi» degli agglomerati si tenga conto del fatto che molti agglomerati di piccole o medie dimensioni non prevedono attualmente alcun provvedimento di grande entità. In quest’ambito la Confederazione ha margine di manovra per sostenere in modo relativamente più incisivo gli agglomerati che generano soltanto pochi investimenti. Riguardo alle condizioni quadro dei programmi d’agglomerato indicate dalla Confederazione nelle «Istruzioni», è necessario approfondire e richiedere alcuni adeguamenti, in particolare in relazione alla semplificazione delle procedure.