Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/33: Pacchetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2018 · 57 pagine

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Pacchetto di ordinanze ambientali primavera 2018 Rapporto sui risultati relativi all’OPAc

nei corsi d’acqua possibilmente poco calore». Un superamento di 3 °C della temperatura massima di 30 °C non può essere definito esiguo. Con temperature più elevate, inoltre, a livello locale si potrebbe incentivare la sopravvivenza di microrganismi patogeni, ma in caso di temperature locali di 33 °C l’Eawag non dispone di informazioni sufficienti per valutare questa problematica. Andrebbero però sfruttate anche possibilità tecniche per il raffreddamento dell’acqua di raffreddamento prima dell’immissione (p.es. restituzione a spruzzo, stoccaggio in bacini o circolazione sotterranea). La menzione delle centrali nucleari è accolta favorevolmente, allo stesso tempo Eawag, però, chiede anche un tetto per le immissioni di calore delle centrali nucleari e una gestione di tali immissioni a livello di bacino imbrifero.

I Cantoni TG e VD respingono la possibilità di un superamento massimo dei 30 °C e del 10 per cento fino a 33 °C in quanto troppo elevato. Il Canton VD segnala che spesso in un corso d’acqua ci sono diverse immissioni che nel complesso innalzano la temperature del corso d’acqua e si accumulano.

Le cinque organizzazioni ambientaliste concordano in parte con il progetto, ma rivendicano una limitazione della temperatura di immissione consentita dell’acqua di raffreddamento a 30 °C senza possibilità di deroga. Per quanto concerne l’immissione di acqua di raffreddamento proveniente dalle centrali nucleari per temperature dell’acqua superiori a 25 °C, chiedono che l’immissione di calore delle centrali nucleari in questo lasso di tempo sia ridotta mediante misure in caso di altre immissioni termiche per cui è necessaria la gestione del bacino imbrifero per le immissioni di calore e va stilato un inventario delle immissioni termiche.

Il SP respinge all’unanimità questa modifica.

2.3.3 Altre proposte e osservazioni

I tre Cantoni (NW, OW, UR) segnalano che nella direttiva quadro sulle acque dell’UE per le acque salmonicole vigono prescrizioni più severe rispetto all’OPAc, segnatamente una temperatura massima di 21,5 °C in estate e 10 °C in inverno.

Il Canton SZ ritiene importante e necessario anche per le acque stagnanti stabilire requisiti chiaramente misurabili per le immissioni di calore. Pertanto chiede un adeguamento dell’allegato 2 numero 13 capoverso 3 lettera a e dell’allegato 3.3 numero 21 capoverso 5.

Scienceindustries pone la richiesta di un’attenuazione dell’incremento di temperatura massima dagli attuali valori di 1,5 °C e 3 °C a 5 °C per le acque più fredde (con temperature nettamente inferiori a 20 °C), come avviene nelle zone alpine. Alcuni luoghi di produzione avrebbero difficoltà nei mesi invernali con un minore deflusso a osservare l’incremento massimo della temperatura. Un maggior aumento della temperatura dovrebbe poter essere approvato dalle autorità se l’immissione per l’effettivo di pesci non è problematico poiché la temperatura delle acque resta abbastanza bassa.

Le cinque organizzazioni ambientaliste chiedono un inventario nazionale di tutte le immissioni di calore nei corsi d’acqua per stabilire, con l’ausilio di tale inventario, un’immissione di calore massima consentita per bacino imbrifero. Questa immissione non è una costante ma da un lato varia con la temperatura dell’acqua, dall’altro con il quantitativo di deflusso dei corsi d’acqua. Il rilevamento è necessario per poter stimare e valutare la tollerabilità di un ulteriore riscaldamento di 0,01 °C per punto di immissione. Le immissioni di calore vanno considerate integrate nell’intero bacino imbrifero e limitate in vista di una gestione del bacino stesso. Vanno effettuati rilevazioni e accertamenti scientifici e in particolare va chiarita la ricettività delle acque per le immissioni di calore residuo in relazione al quantitativo di deflusso.

L’Eawag chiede che per i corsi d’acqua nei quali tetti di temperatura di 25 °C in estate spesso non possono essere rispettati, e in linea di principio per tutti i corsi d’acqua per i quali a causa di immissioni di calore le temperature variano di diversi °C, debba essere effettuata una gestione delle temperature nel bacino imbrifero.

Il VFS auspica che anche le ripercussioni delle disposizioni concernenti le temperature dei corsi d’acqua siano prese in considerazione in reti di calore o di freddo esistenti e future. Date

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