Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/67: Revisione parziale della legge federale sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP) (Soppressione del termine di cambio dei biglietti di banca) · 11 pagine
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1.1.3 Problematiche e necessità di intervento
Termine di cambio
L’interpellanza 16.3323 Tornare «Cambio dei biglietti di banca svizzeri di vecchie serie. Soppressione del termine di 20 anni previsto nell’articolo 9 capoverso 3 della legge federale sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento» ha sollevato la questione della soppressione del termine di 20 anni per il cambio dei biglietti. Nella sua risposta del 17 agosto 2016, il Consiglio federale ha evidenziato che la prassi vigente è oggetto di esame da parte del Dipartimento federale delle finanze (DFF) e della BNS.
Il termine di 20 anni per cambiare i biglietti previsto dall’articolo 9 capoverso 3 LUMP è un termine di perenzione, in virtù del quale, una volta scaduto, non può più essere fatto valere alcun diritto nei confronti della BNS. Questa disposizione probabilmente non è nota alla maggior parte degli interessati in Svizzera oppure lo è solo a grandi linee; ad ogni modo questa norma atipica è estranea alle prassi di altri Paesi. A un’ampia fetta della popolazione non risulta quindi chiaro perché dopo 20 anni i propri soldi perdano completamente valore.7 Data la funzione del denaro contante di mezzo di pagamento, come anche di riserva di valore, si tratta di una norma difficile da giustificare.
Il termine di 20 anni è stato introdotto nel 1921. Allora si partiva dal presupposto che i biglietti non cambiati durante tale periodo di tempo fossero andati perduti o distrutti. Oggi le circostanze sono cambiate. Tra il 1920 e il 2015 non solo è aumentata sensibilmente l’aspettativa di vita (di 29,2 anni per le donne e di 27,5 per gli uomini), ma anche la mobilità della popolazione (lavoratori, turisti ecc.). Nel confronto con i maggiori Paesi industrializzati il termine previsto per il cambio rappresenta un’eccezione (si veda n. 1.4). Il franco svizzero è oggi una valuta monetaria internazionale ed è utilizzata in Svizzera e all’estero anche come riserva fisica di valore. Se quindi, da un lato, considerata la scadenza del termine della sesta serie di biglietti di banca emessa per la prima volta nel 1976, la cerchia degli interessati è potenzialmente molto grande, dall’altro, la norma di legge che dispone la scadenza delle banconote svizzere nel contesto internazionale potrebbe essere sconosciuta ai più.
In un’ottica legale e pratica appare immotivato che i biglietti e le monete soggiacciano a disposizioni diverse pur essendo entrambi mezzi di pagamento legali. La Confederazione può mettere fuori corso le monete (art. 3 cpv. 1 OMon) ed emanare disposizioni speciali al riguardo. Il DFF stabilisce la tariffa per il ritiro delle monete messe fuori corso dopo la scadenza del termine fissato per il cambio (art. 3 cpv. 2 OMon). In tal modo le monete ritirate, a differenza dei biglietti di banca, non perdono valore una volta scaduto il termine di cambio. Tuttavia accade raramente che le monete siano messe fuori corso. Esistono monete in circolazione da oltre un secolo che fungono ancora da mezzi di pagamento validi. Le monete ritirate all’inizio degli anni ’70 (ad eccezione di quella da due centesimi) vengono cambiate ancora oggi al loro valore nominale.
Destinazione a fondssuisse
L’entità del prossimo versamento a fondssuisse, nel 2020, potrebbe essere molto consistente. Alla fine del 2016 erano ancora in sospeso 1,1 miliardi di franchi della sesta serie, ovvero non erano ancora stati presentati alla BNS per il cambio. Secondo le stime della BNS, nel 2020 la somma ammonterà a 0,5–1 miliardi, molto più di quanto il fondo necessiti per coprire le proprie uscite annue, pari a 3,6 milioni di franchi (si veda il n. 1.1.2).
7 La questione interessa soprattutto gli eredi, laddove l’eredità comprende anche vecchie banconote, e i lavoratori stranieri rientrati nel loro Paese d’origine portando con sé banconote svizzere. Durante il periodo di
20 anni previsto per il cambio dei biglietti, la BNS riceve abitualmente 300–400 richieste all’anno. Pur non trattandosi complessivamente di importi molto elevati (ca. fr. 300 000.– all’anno), per gli interessati possono avere una certa rilevanza.