Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/67: Revisione parziale della legge federale sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP) (Soppressione del termine di cambio dei biglietti di banca) · 11 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 6Fedlex · Rapporto esplicativo

Obbligo di sostituzione

Le monete e le banconote in circolazione utilizzate nel traffico dei pagamenti in contanti si logorano e talvolta si deteriorano. La sostituzione delle monete e delle banconote deteriorate è utile al buon funzionamento del traffico dei pagamenti in contanti ed è effettuata al valore nominale (n. 1.1.1). Nei casi particolari in cui le monete o le banconote risultano deteriorate per cause diverse dall’usura, in futuro la persona richiedente contribuirà alla sostituzione con una deduzione sul valore nominale.

1.2 La normativa proposta

Con la revisione della LUMP si intende sopprimere il termine di cambio a partire dalla sesta serie di banconote, garantendo la certezza di poter cambiare in ogni momento presso la BNS i biglietti ritirati. In questo modo il regime svizzero si avvicina a quelli delle valute principali.

Con la revisione viene introdotta anche una disposizione che prevede la riduzione del valore nominale delle monete o dei biglietti deteriorati da sostituire, se il deterioramento è dovuto a cause diverse dall’usura. In linea di principio il cambio delle monete e dei biglietti deteriorati è gratuito.

1.3 Motivazione e valutazione della soluzione proposta

1.3.1 Soppressione del termine di cambio

Alle problematiche esposte al numero 1.1.3 può essere ovviato nel modo più semplice ed efficace possibile, ovvero sopprimendo il termine di cambio. Si evita così la perdita di valore improvvisa delle banconote. Tuttavia questa soluzione comporterebbe costi amministrativi supplementari per la BNS, che tecnicamente dovrebbe essere sempre in grado di verificare lo stato di banconote anche molto vecchie. Inoltre, verrebbe meno l’incentivo a restituire biglietti vecchi entro una data scadenza. I biglietti di banca ritirati non presentano alcun vantaggio per i loro possessori, considerato che al termine dei sei mesi susseguenti la data di pubblicazione del ritiro non sono più mezzi di pagamento validi (art. 9 cpv. 3 LUMP).

Un’alternativa alla soluzione in esame potrebbe essere il prolungamento del termine di cambio in funzione delle aspettative di vita, che dal 1920 sono aumentate di quasi 30 anni, innalzandolo, ad esempio, da 20 a 50 anni. Il mantenimento di un termine conserverebbe l’incentivo a restituire i biglietti vecchi. Una proroga ridurrebbe il numero dei detentori di banconote vecchie, ma non escluderebbe ancora del tutto questa eventualità. Inoltre, anche questo scenario alternativo produrrebbe costi supplementari per la BNS, cui spetterebbe la verifica dei biglietti vecchi.

Il Consiglio federale non considera più adeguata la prassi attuale e ritiene che la soppressione del termine di cambio sia la soluzione più semplice ed efficace alle problematiche descritte al numero 1.1.3.

1.3.2 Risultati della procedura di consultazione

1.4 Diritto comparato

Come già esposto, il termine di cambio di 20 anni risulta atipico nel contesto internazionale, dove le banconote di euro ritirate possono essere cambiate senza limiti di tempo. Questo vale anche per Paesi quali il Giappone, il Canada, la Gran Bretagna e gli USA. In alcuni Paesi europei vigeva un limite di tempo per il cambio delle banconote delle valute nazionali precedenti l’euro. Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Malta e Cipro, ad esempio, avevano un termine